lunedì 25 giugno 2012

per scuotere un cuore che ha sofferto ci vuole il doppio dell'amore che ha perso





Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. 
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. 
E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.
 
by poeta polacco naturalizzato turco

 








 



martedì 12 giugno 2012

legami... o no



Due miei amici abitano nella parte vecchia della mia città. 
Che è un posto bellissimo, pieno di colori, persone, parole e pietre bianche che sanno di dignità e rivincita.
Dal terrazzo della loro casa che si affaccia su altri terrazzi e altre case, se ti sporgi un po' oltre si vede anche il mare e le barche blu dei pescatori (vorrei tanto possederne uno di quei barchini, ma questa è un'altra storia).
Ma a parte il mare e i colori, se guardi con attenzione, quello che colpisce sono le miriadi di fili, cavi elettrici, fili del bucato o antenne che sembra uniscano tutti i terrazzi tra di loro, in una rete incredibile di sottilissime connessioni.
Uno dei miei due amici che abita lì ha rievocato un'immagine bellissima... come se questo groviglio fatto di fili fosse la rappresentazione della città di Ersilia dove i rapporti sociali e i legami tra le persone sono espressi da fili reali di diversi colori tesi tra gli angoli delle case. E quando i fili diventano così fitti da impedire il passaggio, si smonta tutto e si ricostruisce l'intera città da un'altra parte. 
Ci penso sempre, ogni volta che sono su quel terrazzo, anche quando ci vado la sera e questi fili neanche si vedono.
E penso che la parola legami non mi piace proprio... è riduttiva.
Anche se esiste qualcosa di forte, qualcosa che ti fa sentire la mancanza, che ti fa dire "tu che ne cosa pensi?", che non c'è bisogno di parlare troppo, che non ti devi preoccupare di nulla perchè ci sono io, che ti fa ascoltare, cambiare e anche solo tacere al momento giusto... come si può chiamare tutto questo solo legame.
Perchè niente di tutto ciò è fatto per legare o tenere stretto. 
Quei fili, queste relazioni, non sono fatti per trattenere.
Ci vorrebbe una parola, un modo di dire nuovo che esprimesse per bene quello che i fili rappresentano perfettamente, dalla condivisione alla comprensione, alle conversazioni che fanno crescere. 
Una parola per tutti quei rapporti che sì restano di fatto pur sempre legami ma che in realtà sono più che ossigeno.