martedì 20 novembre 2018

IAMANENGINEER: I work with People




(ITA)
All’universita’ e’ tutto bellissimo.
Mi ricordo una interazione minima con le persone.
C’eravamo io, il mio quaderno, il calcolatore (computer e’ per principianti), la matita, la gomma e un sacco di numeri. Numeri per tutto. Numero per l’efficienza degli operatori (operai e’ per principianti), numeri per quanti pallet possono stare su una mensola di un magazzino, numeri per quanti pezzi di ricambio comprare, numeri insomma. 
E buon senso. E algoritmi.
Perche’ alla fine dei giochi, tutti questi numeri devono semplicemente far funzionare cose.
Si, gli ingegneri non inventano nulla, applicano.

Poi un giorno capita quello per cui sei stato programmato… vai a lavorare.

Dopo i primi tre giorni (forse dopo un anno o due ma facciamo i fighi) ho capito che tutti quei numeri bellissimi, miei amatissimi, potevo ficcarmeli nel sedere.
Tutti quanti.

Perche’ c’e’ un importantissimo algoritmo che non proprio mi era entrato in testa durante l’universita’: Non si lavora con i numeri… si lavora con le persone… e le persone sono limitate (questo e’ per principianti, avrei dovuto dire che le persone sono risorse scarse ma ogni tanto mi piace confondermi nella mischia).

E questa e’ la chiave di tutto.

Che tu stia costruendo una macchina, o un piano di manutenzione alle macchine che fanno le lattine dalla cocacola, o efficientando la movimentazione della merce in magazzino o costruendo un app da zero. 
Che tu stia lavorando con l’ultimo degli arrivati o con l’amministratore delegato di Google America.

Tutti sono persone.

Non ci vogliono solo numeri… ci vuole pazienza e tanta tanta intelligenza. (Se sei stupido non ci provare neanche).

Bisogna capire come porsi, come affrontare i problemi (se vuoi cercare di risolverli) e come fare in mondo che poi le persone remino con te non contro di te.

Dimenticatevi comfort zone, dimenticatevi di pensare di sapere cosa fare e come farlo.

Sedetevi. Ascoltate. Ed imparate.

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(ENG)

At university everything is beautiful.
I remember a minimal interaction with people.

There was just me, my notebook, my computer, my pencil, my rubber and a lot of numbers.
Numbers for everything. Number for the efficiency of the workers, numbers for how many pallets can stand on a shelf of a warehouse, numbers for how many spare parts you have to buy… numbers!.

And common sense. And algorithms.

Because at the end of the games, all these numbers simply have to make things work.
Yes, engineers do not invent anything, they apply rules and make things work.

Then one day it happens… you find a job.

After the first three days (maybe after a year or two but let me say just three days in order to be cool) I realised that all those beautiful numbers, my beloved ones, are not useful at all.
Literally, I could stick them in the ass.
Every of them.

Because there's a very important algorithm that did not really come into my head during my time at university: you do not work with numbers ... you work with people ... and people are limited.
And this is the key to everything.

Whether you are building a machine, or a maintenance plan for machines that make the cans from the Coca Cola or improving the handling of the goods in the warehouse or building an app from scratch.
Whether you're working with: the last one who joined the team or the CEO of Google America.

All are people.

It does not take only numbers ... it takes patience and a lot of intelligence. (If you're stupid do not try it either).

We need to understand how to talk to them, how to deal with problems (if you want to try to solve them) and how to be trusted and trust them. And work together.

Forget comfort zones, forget thinking you know what to do and how to do it.

Just Sit Down. Listen. And Learn.

venerdì 9 novembre 2018

RULES: F**king Stairs


(ITA)
Questa e' la regina delle regole. 
La mia preferita. 
Per questo ho deciso di presentarla per prima. 

La regola delle scale (la mia amica Manu ne parla qui) dice che la risposta perfetta, il modo migliore di dire quello che pensi, di spiegarti, di toglierti l'anima e porgerla all'altra persona, ti verra' in mente solo varcato il portone di casa e dopo i primi scalini. 

Quello che realmente avresti voluto dire, tipo che sono completamente e inaspettatamente cotta di te, che sei semplicemente una stronza egoista, che nonostante tutto sei la mia famiglia, che manchi... la frase perfetta pronta ad abbattere il peggiore nemico, quella chiarezza disarmante di cui avevi bisogno, purtroppo arrivano come una schioppettata sempre dopo che hai girato la chiave nel portone. 

La perfetta risposta al messaggio che aspettavi e' li' pronta nella tua testa solo quando hai girato l'angolo del quinto piano, quando ormai hai gia' risposto ahahahah. 

E magari ti e' andata bene, magari non hai fatto un disastro... ma di certo quello che hai detto non e' stato esattamente brillante come la frase d'effetto che ti e' venuta in mente mentre stiravi.  

E ti mangi proprio le mani. 

Ma non si puo' tornare indietro. 
La tua risposta di merda l'hai data. La tua non chiarezza rimarra' ai posteri. La frecciatina perfetta che fa un centro perfetto si e' persa per strada.

Ma quanto sarebbe bello tornare indietro, cancellare la cronologia e semplicemente dire: ho appena fatto le scale... mi puoi stare a sentire adesso?  



(ENG)
This is the queen of the rules.
My favourite one.
That's why I decided to present it first.

Basically, The Stairs Rule says: the perfect answer, the best way to say what you think and explain yourself or the right text... will only come to you once walked into the house maybe just after the first 4 steps.

What you really wanted to say, like... I'm completely and unexpectedly crushed about you... you're just a selfish bitch... despite everything you're my family... I miss you and I don't know why... I really love that you make me laugh... well the perfect phrase ready to take down the worst enemy or that kind of the disarming clarity, unfortunately are gonna come as a gunshot always after you have turned the key in the door.

The perfect response to the message you were waiting for is there in your head when you've crossed the fifth floor corner and when you've already answered ahahahah (if that went well).

And maybe it is ok, maybe you did not make a mess ... but certainly what you said was not exactly as brilliant as the phrase that came into your mind too late.

But you can not go back.

You gave your shit answer. 
Your unclearness will remain there forever. 


But how nice it would be to go back, clear the text chronology and simply say: I just walked up the stairs ... can you listen to me now?

martedì 6 novembre 2018

So, this is the plan


(ITA)
Ci sono tante cose da dire. 
E un buon discorso deve essere preparato. 
Fondamentalmente, ci vuole sempre quello: un piano. 

Questo e' il mio. 

RULES
In questa rubrica condividero' con voi le regole. 
Le definizione di regola e' un pochetto complicata. Ma facciamola banale tanto poi capirete. 
Regola e' una serie di cose che succede sempre. 
Possono essere considerate come una giuda per sopravvivere alle persone, ai sentimenti e alle relazioni. 
Le regole sono state raccolte nel corso degli anni da me e dalle mie sagge amiche e visto che le regole sono state un porto sicure per molto tempo e per tante diverse situazioni ho deciso di raccoglierle tutte qui, vecchie, nuove, loro, mie. Hai una domanda? Qui c'e' la migliore risposta. 

IAMANENGENEER 
Tutto attaccato. Perche' e' quello che sono. Sempre. Senza nessuna pausa per respirare. 
E ho deciso di condividere il mio essere ingegnere perche' dicono che condividendo il dolore questo passa prima. 
Quindi fondamentalmente questa sara' la pesante rubrica dedicata al lavoro, allo studio e a come sopravvivere ai colleghi (soprattutto se puzzano e si vestono male).

I LOVE FASHION, DO YOU?
Al momento sembra che chiunque possa dare consigli di moda. E visto che in giro c'e' ancora chi porta il mascara colorato, borse bianche e vestiti di Decathlon (compreso mio marito) e' giunto il momento di mettere ordine. 
Quindi sono qui per voi. Lo faccio per aiutare voi, i vostri profili Instagram e soprattutto i miei occhi. 
Per favore... statemi a sentire. 

LONDONLAND
Vivo a Londra ormai da un anno.
Ho quasi fatto amicizia con gli inglesi dell'Inghilterra e riesco a bere 5 pinte senza lanciarmi nel Tamigi quindi sono pronta a parlavi di Lei (Londra) e di Loro (quelle strane creature che sono gli Inglesi).

Stay Tuned!

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(ENG)

There are so many things to say.
And a good speech must be prepared.

Basically, it always takes that: a Plan.

Well, here I am. 
This is mine.


RULES

In this section, I will share the rules with you.

The definition of rule is a little bit complicated. But let's make it simple.

The Rule is a series of things that always happens so it is better to be prepared.

The kind of rules I'm talking about can be considered as a way to survive to people, to feelings and to/from relationships.

The rules have been collected over the years by myself and my wise (girl)friends and since the rules have been a safe port for a long time and for many different situations I decided to collect them.
They are going to be all here. 
Old, new, them, mine. 

Do you have a question? This is the place for the best answer.


IAMANENGENEER

All one word. 
Because it's what I am. Always. Without any pause to breathe.

And I decided to share my "being an engineer" because they say that by sharing the pain this goes away more rapidly.

So basically, this will be the heavy column dedicated to work, study and how to survive to colleagues (especially if they stink and dress badly).


I LOVE FASHION, DO YOU?

At the moment it seems that anyone can give fashion tips. And since there's still someone wearing colored mascara, white bags and Decathlon clothes (including my husband unfortunately) it's time to make order.

So I'm here for you. I do it to help you, your Instagram profiles and above all to help my eyes.

Please ... listen to me.


LONDONLAND

I've been living in London for a year now.

I have almost made friends with the Englishmen of England and I can drink 5 pints without throwing myself in the Thames, so I am ready to talk about you (London) and them (those strange creatures that are the English).




Stay Tuned!




venerdì 2 novembre 2018

I think I'm back...





(ITA)
Mi piace leggere (quasi) di tutto.
Ultimamente (ho iniziato a luglio a dire il vero… sono una lettrice abbastanza lenta) ho letto quattro dei piu’ bei libri di sempre. (Premessa: quest libri che non gli ho scelti io… avevo bisogno di essere ispirata da belle persone molto interessanti).
Per rendere partecipi anche voi al primo e al secondo posto ci sono: The Book of Joe https://www.amazon.co.uk/Book-Joe-Jonathan-Tropper/dp/0385338104  (assolutamente la storia della mia vita: essere sempre - porca troia - innamorata della persona sbagliata nel momento sbagliato, con un cuore mai completamente in pace), La verita' sul caso Harry Quebert (e l’arte di apparire per quelli che non si e’ nonostante si abbia un’anima bella e capace di provare emozioni pure anche se puri non si e’).

Forse perche’ ho il cuore pieno in questo momento, forse perche’ ho affrontato la lettura sapendo che da Settembre Harry Quebert e’ lui https://en.wikipedia.org/wiki/Patrick_Dempsey , forse perche’ ho la lacrima facile… ma era da molto tempo che non mi emozionavo cosi’… leggendo.

E anche se e’ abbastanza soddisfacente finire un libro con il sorrisino e con la consapevolezza di avere qualcosa che ti e’ rimasto dentro, avevo voglia di passare a qualcos’altro.

E in questi casi solitamente le mie scelte ricadono su
https://goop.com/uk specialmente per la guida sulle novita’ di Londra (https://goop.com/city-guide/whats-new-great-in-london/) e poi si, in un sito del genere potete anche trovare una interessante guida sulla birra https://goop.com/food/the-goop-guide-to-beer-some-choice-snacks/?ref=newsletter
e su https://www.thecut.com/ (qui e’ praticamente interessante tutto)

Ed e’ per questo che serve la nuova iPad (si, le mie iPad sono femmine), per sedersi (stendersi) sul divano e leggere e rilassarsi.

Ma avevo bisogno davvero di sapere qual e’ ultimo posto super healty Londinese, o cosa succede dopo i 30 o come trovare il vestito perfetto per l’autunno (che tra l’altro e’ da tre anni a questa parte che consigliate sempre stampe fiorate)?

Allora mi sono detta… perche’ mi devo accontentare di leggere un blog quando io un blog ce l’avevo…?

Quindi che dire di piu’… penso che sono tornata!


(ENG)
I really like to read almost everything.

Recently, (I started in July, I know… I’m a slow kind of reader) I have read four of the best books ever.
(Disclaimer: I didn’t choose the books… I was searching for inspiration and I found it in a colleague of mine. Nice guys are the best to suggest books).

Just because I love to share: at the first and at the second place we have The Book of Joe https://www.amazon.co.uk/Book-Joe-Jonathan-Tropper/dp/0385338104  (totally, absolutely and completely me. Like the story of my life. Always in love with the wrong guy at the wrong time – damn- , my heart is never in peace as for the writer) and The Truth about the Harry Quebert Affair
(how to put a lot of effort to passing yourself off as something you're not. Apparently without no reason because you are a very good guy)

Maybe the real reason is that my heart is really full at the moment, maybe I went through all the reading knowing since the beginning that starting from Sept Harry Quebert is him... 
But I was touched, so that tears came to my eyes… just reading.

At the end of this process, it is a very satisfactory outcome to finish a book with such a super happy smile on your face and with a flood of emotions and awareness. 

After, I just needed to sample a different selection of readings.

In such cases my choices are:
2. https://www.thecut.com/ (pure love).

This is the reason why I need the new iPad. To lie down and relax reading on the sofa.

But really, did I need to know about the latest Londoner healthy habits? Or what happen if you didn’t tick all your to dos in time of your 30s… or what is the best outfit for the autumn season? (btw it is the 3rd year in a row you suggest for floral prints)…

So, why I have to be content with that when I used to have my own blog?

That said… I think I’m back!



lunedì 15 giugno 2015

Se avessi un bottone



Mi commuovo spesso ai matrimoni. 
Forse dovrei dire che mi commuovo spesso.

E' che sono sensibile ai sentimenti.
Ma quando vedi un film o una serie tv è facile rendersi conto che quella ricetta di dialogo/colonna sonora/espressione da pesce del protagonista è fatto apposta per farti scendere la lacrimuccia. Subito dopo aver pianto in effetti, mi vedo chiaramente l'espressione di uno sceneggiatore che con il gesto del pugno dice "yeassssah". 
E francamente mi sento sempre tra l'ingenuo e il coglionazzo ma tant'è che la lacrima cade e non posso far altro che prenderne atto.

Quando mi commuovo ai matrimoni invece ho dalla mia che non c'è nessun sceneggiatore lì in posizione, pronto a sprare le cartucce per vederemi cadere nel pianto più inconsolabile. 
Poi è risaputo che il momento "navata percorsa dalla sposa con a braccetto il suo papà" è volutamente stato concepito per far cadere una lacrima nuziale anche agli invitati più cinici. 

Metteci poi che la sposa in questione decide che la colonna sonora del momento navata è quella de "la vita è bella" e che c'è uno sposino con la faccia da pesce lesso ad aspettarla e allora è un attimo. Tac... la lacrima cade. 

Sono giustificata.

Aggiungici che durante il ricevimento padre e fratello dello sposo decidono di regalare agli sposini quelli che Peter Pan avrebbe chiamato "i pensieri felici". Ed è un altro attimo. 

E quando pensi che ormai hai dato e che ti è rimasto un briciolo di dignità ecco che arriva il padre della sposa. 

Che semplicemente ti racconta che esistono dei momenti nella vita in cui non vorresti avere altro che un bottone per fermare quell'attimo e semplicemente ricordartelo. 
E fermarti. 
E non provare altro che gratitudine ed essere felice. 

Più che altro avere la possibilità di stoppare tutto e darti la possibilità e il tempo di godere. Ti fermi e assapori quanto stai bene e quando realmente non ti serve altro che altro tempo così. 

E sarà perchè ho davvero paura che mio padre non possa essere lì quando mi deciderò di sposarmi, che non mi fermo da tanto tempo perchè ho sempre fretta di vivere più attimi possibili, che effettivamente sono sempre orientata al prossimo obiettivo tanto da far in modo di non avere il tempo di godermi quello appena raggiunto... che ascoltanto quelle parole ho davvero (pianto ovviamente ma anche) desiderato di avere quel bottone tutto per me. E in quel momento.

Ero lì con il mio moroso che non lo so se si può volere di più da un moroso. 
Non è perfetto, non è che mo ho proprio il prosciutto sugli occhi, ma se penso ad una cosa che mi piace lui ce l'ha e non potrei essere più felice. 

Accanto a me c'erano gli amici più speciali... di quelle persone che non conosci da molto ma che è stato un dono che siano entrate così nella tua vita.

Le mie amiche sono una cosa meravigliosa, sono diventate una più bella dell'altra e una più femmina dell'altra in tutte le più ampie accezioni del termine e non ne potresti essere più orgogliosa. 

Ho un amico che è parte di me e della mia famiglia e che è un punto fermo fondamentale e stupendo e che adesso sarà anche il testimone quando mi deciderò di sposarmi.

E mamma e papà per il momento non vanno da nessuna parte e sono lì con me e per me, sempre. 

E allora lo voglio anche io questo bottone. E proprio con un bel "dai cazzo" di sottofondo lo sto schiacciando fortissimo. 

E mentre lo schiaccio niente lacrime, solo il più soddisfatto dei sorrisoni. 

venerdì 29 maggio 2015

I'm done



Quando ero all'unversità c'era una particolare pratica che amavo immensamente, una di quelle abitudini che poi diventamentano propriamente parte di quello che sei. Mi piaceva da morire passare le serate insieme alla mia coinquilina e alle altre amiche, tutte lì sedute sotto il portico di una strada principale del centro che ospitava le maggiori università della città, semplicemente a parlare.    
E dato che i problemi di cui si discuteva erano per lo più comuni a tutte quante, si cercava, partendo dal caso puntuale, di creare una teoria che potesse esplicitare il problema. E queste teorie ci sembravano perfette. Erano un modo diretto e molto simpatico di condividere drammi, traumi e qualcunque cosa ci passasse per la testa (e per il cuore) in quel periodo. 

Ho sempre cercato di portarmi dietro questa cara abitudine. Per cui, quando c'è qualcosa che mi fa pensare più del solito, provo a formulare la mia personalissima teoria a rigurdo. 

E una delle mie ultime teorie è sulle storie finite. Che banalità verrebbe da pensare. Ma le storie finiscono. O meglio, prima o poi, quelle brutte nel senso più ampio del termine, le devi far finire. 
E la teoria è esattemente su questo: tu lo sai che non fa per te, lo sai che stai lì, che resti solo perchè ormai non puoi più farne a meno di quella sensazione di attesa, mista a dolore, mista a piccolissimi attimi di star bene infinito che poi invece no perchè succede qualcosa di molto spiacevole in generale. E non resti lì per l'amore. Resti perchè ormai c'hai talmente investito che andartene sarebbe un fallimento ancora più grande dell'ammettere che non ce n'è o che al massimo ce n'è solo da parte tua. 
Puoi sentirti dire dalle tue amiche che è uno stronzo, che ti tratta male e che si vabbè ma tu ce lo vedi quello a Natale insieme agli zii? Ma resti. Forse è solo abitudine, oppure desiderio di non stare da sola... o magari semplicemente speranza che possa ancora tornare ed essere tutto meraviglioso come sembrava che fosse. 
Fino ad un certo punto. 
In cui prendi quello che resta di te, prendi proprio tutti i pezzetti del tuo cuore sparsi in giro, ne fai una specie di polpetta, ti tiri su e semplicemente ti volti. Realizzi che... I'm done.
Ne sei fuori. Non accetti più. Non resti più.
E lui potrebbe tornare, sposarsi (o se è già sposato tornare felicemente con la moglie) o farsi in quattro per riuscire a farti rivoltare... ma tu niente. 
Hai già dato e non ti interessa più. 
I'm done. 
Ed effettivamente non c'è una espressione italiana così forte perchè tu proprio hai finito, chiuso, lasciato andare. Però tutto insieme e decisamente più forte. 
E non è doloroso. O per lo meno lo è solo all'inizio. Poi diventa piacevole. E' come tirare un respirone appena hai finito di correre o bere un bicchiere di acqua fresca e frizzante quando hai molto caldo. 
Ed è come di nuovo respirare. Un senso di libertà inaspettato. Un po' spaventoso ma quasi rassicurante. Perchè sai che starai bene.

E ti sembra quasi di tornare felice. 

I'm done... But now let's start again.