ci sono solo io... che altro ti aspettavi? (it is just me... what else are searching for?)
domenica 16 settembre 2012
mi manchi(!)
Abbiamo risorse limitate.
O forse dovrei parlare per me.
Ho risorse limitate.
Come quelle storie da detto popolare che se ti va bene una cosa non te ne può andare bene un'altra.
E forse è solo questione di impegno.
O di focalizzarsi sulle cose.
Certe volte, e su questo mi sento di parlare in generale, si è troppo focalizzati su qualcosa da non vedere tutto il resto. Addirittura perdendo qualcos'altro che non chiamerei proprio opportunità ma più altre occasioni di star bene, qualcosa di cui avresti bisogno ma che in realtà non riesci (ancora) a vedere.
Per me è stato un viaggio a Parigi, il decidere se partire o comprare un paio di scarpe in più, o se ne valeva la pena impegnarsi di più, andare quasi contro natura ma acquisire maggiori abilità.
Ma il vero problema è che se ci credi cerchi di portare avanti l'idea fino alla sua completa realizzazione.
Ad esempio una relazione o un nuovo lavoro.
E poi quella cosa in cui ci hai creduto, sempre, per cui hai fatto sacrifici e per cui hai lottato magicamente diventa reale.
Da crederci talmente tanto che già sapevi che sarebbe successo, che non potevo sbagliare, come se fosse un corso naturale delle cose.
E sei felice e non vedi l'ora di essere lì, di gridarlo e di condividerlo.
E poi invece quell'altra cosa in cui hai creduto si è rivelata forse per quella che è... e piano piano va via. E cerchi di prenderne atto. Pensi che un semplice "ciao" possa bastare.
E invece no!
E invece no nonostante tutto.
Del tipo "ehi... ma che altro vuoi farmi?".
Mentre una cosa ti invade, tanto da sentirti di nuovo le vene piene, la mancanza dell'altra ti svuota completamente.
E non c'è altro termine, altra parola: è mancanza. Di tutto. Riabituarsi a fare tutto senza però quello che sentivi una parte di te stesso. E lo devi fare pure in silenzio, tenendotelo per te e senza dargli troppa importanza.
Forse bisogna imparare che non è sempre tutto secondo le tue aspettattive. Che non va sempre tutto bene e che i binomi perfetti non esistono.
Tra Batman e Robin il figo è solo Batman.
E delle volte forse non sono nemmeno Batman e Robin la perfezione... forse poi provare a guardarti intorno...
E magari Batman e Robby sono fighi tutte e due.
lunedì 10 settembre 2012
mi ricorderò di te (forse)
Una delle poche cose lodevoli dell'ultimo Batman è un contorto e mal riuscito dialogo sulla speranza (tra l'altro fatto in una prigione improponibile con carcerati altrettanto improbabili) e su come essa sia come una religione. Qualcosa che può muovere tutte le tue forze, quasi rendendoti invicibile ma che molto spesso è solo uno strumento che non ti fa vedere la realtà proiettandoti verso qualcosa che vorresti ma che in realtà non c'è.
E in fin dei conti risulta qualcosa che ti rende solo debole e fortemente influenzabile.
A me quelle che seguono sono sembrate le parole più semplici del mondo eppure non le ho (veramente) sentite dire. C'ho sperato, ma in questo non c'era niente che mi facessere sentire a mio agio.
Una spinta però c'è stata... quella di continuare a cercare.
Se non fosse per te Cosa avrebbe un sensoSotto a questo cielo immenso Niente più sarebbe veroSe non fosse per te Come immaginareuna canzone da cantare A chi non vuol sentirsi soloSe non fosse per te Crollerebbe il mio cieloSe non fosse per te Sarei niente, lo saiPerché senza te io non vivoE mi manca il respiro Se tu te ne vai Quando sono con te Chiudo gli occhi e già volo D'improvviso la malinconia se ne va Dai pensieri miei cade un velo E ritrovo con te l'unica verità Solamente tu sai Anche senza parole Dirmi quello che voglio sentire da te Io non ti lascerò Fino a quando vivrò Tutto quello che un uomo può fare Stavolta per te lo faròUna pioggia di stelle Ora brilla nell'aria Ed il mondo mi appare Per quello che è Un oceano da attraversare Per un cuore di donna O la spada di un re Perchè senza te io non vivo E mi manca il respiro se tu te ne vai Solamente tu sai Anche senza paroleDirmi quello che voglio sentire da te C'è un tempo per l'amore Che spiegarti non so Tutto quello che un uomo può fare Stavolta per te lo farò Tu sarai la regina Dei miei desideri L'orizzonte costante Di questa realtà Tu che sei per me, come vedi Tutto quello che un uomoSognare potrà Tutto quello che un uomo Sognare potrà
domenica 2 settembre 2012
ho il blocco dello scrittore
Forse il problema è che ci sono troppe parole e io non le conosco tutte.
Alcune proprio non le so usare.
Eppure penso che mi sarebbero utili.
Se riuscissi con una frase, anche piccola, a tirare fuori tutto questo ammasso di roba che mi parte dalla gola e arriva allo stomaco forse mi sentirei meglio.
Non che stia particolarmente male ma se potessi vomitare un po' di parole starei sicuramente meglio.
Perchè la condivisione è il modo principale che ho per vivere le emozioni. E' cercare di raccontare immediatamente che sono in riva ad un canale illuminato solo dalla luna e dalla luce intrinseca di una città fantasma che riempe il cuore, o camminare per un parco con l'iPad sulla testa per farti vedere che dopo l'erba effettivamente ci sono davvero i grattacieli. E' comprare souvenirs.
Perchè se divido le cose, se ti trasmetto un po' di ciò che ho visto io, è come se riuscissi a godermelo meglio.
Ma se non riesco effettivamente a dire niente, se non trovo le parole, allora rimane tutto fermo.
Mi sembra di non vivere.
E' difficile. Perchè non sono nè Adele nè Jocelyn Pulsar.
Perchè il mio cuore è stato logorato. Non è stato tipo bottiglia che cade ma più un strappo.
E adesso finalmente ha smesso di logorarsi.
Adesso è come Bolt che chiede silenzio al pubblico per concentrarsi e ripartire come un treno.
Ha provato il vero affetto, l'amore, almeno dal suo verso, e il dolore, non più quello profondissimo e fine a se stesso ma quel tipo di dolore che ti fa sentire di aver vissuto.
E adesso voglio che sia lì pronto ad essere ririempito e anche ristrappato se necessario e voglio che senta, fortissimo e che continui a condividere come ha sempre fatto e a vivere sempre nel modo migliore possibile seguendo la sua natura.
Prima però mi serve una frase. Qualcosa che sia come un digestivo alla sambuca da buttare giù.
"...E così alla fine tutti tornano perché riemerge la nostalgia dell’inizio. Tornano quando non ce n’è più bisogno(...). Quando è inesorabilmente tardi. Un attimo dopo che ci si è abituati all’assenza, come la luce accesa alle sette del mattino, la felicità che va a giocare d’azzardo e perde tutto per strada. Le persone dovresti amarle quando il loro cuore ne ha il desiderio, e non quando conviene. E se proprio non ce la fai, se non puoi ricambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace. Se non si è stati in grado di restare al momento giusto non si deve inventare un momento giusto per tornare. Non si scippano sorrisi in ritardo. (...) In un’altra vita ti dissi che a volte il vero coraggio è quello di restare e non quello di andare. Oggi ti dico che c’è sempre un motivo valido per andare, come per restare. E’ la parte che prevale che fa la differenza. Quando te ne vai, però, anche se non lo sai, senza sprecare inutili parole, fai una promessa silenziosa. La promessa che siccome hai scelto di andartene non tornerai..."
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