ci sono solo io... che altro ti aspettavi? (it is just me... what else are searching for?)
venerdì 29 maggio 2015
I'm done
Quando ero all'unversità c'era una particolare pratica che amavo immensamente, una di quelle abitudini che poi diventamentano propriamente parte di quello che sei. Mi piaceva da morire passare le serate insieme alla mia coinquilina e alle altre amiche, tutte lì sedute sotto il portico di una strada principale del centro che ospitava le maggiori università della città, semplicemente a parlare.
E dato che i problemi di cui si discuteva erano per lo più comuni a tutte quante, si cercava, partendo dal caso puntuale, di creare una teoria che potesse esplicitare il problema. E queste teorie ci sembravano perfette. Erano un modo diretto e molto simpatico di condividere drammi, traumi e qualcunque cosa ci passasse per la testa (e per il cuore) in quel periodo.
Ho sempre cercato di portarmi dietro questa cara abitudine. Per cui, quando c'è qualcosa che mi fa pensare più del solito, provo a formulare la mia personalissima teoria a rigurdo.
E una delle mie ultime teorie è sulle storie finite. Che banalità verrebbe da pensare. Ma le storie finiscono. O meglio, prima o poi, quelle brutte nel senso più ampio del termine, le devi far finire.
E la teoria è esattemente su questo: tu lo sai che non fa per te, lo sai che stai lì, che resti solo perchè ormai non puoi più farne a meno di quella sensazione di attesa, mista a dolore, mista a piccolissimi attimi di star bene infinito che poi invece no perchè succede qualcosa di molto spiacevole in generale. E non resti lì per l'amore. Resti perchè ormai c'hai talmente investito che andartene sarebbe un fallimento ancora più grande dell'ammettere che non ce n'è o che al massimo ce n'è solo da parte tua.
Puoi sentirti dire dalle tue amiche che è uno stronzo, che ti tratta male e che si vabbè ma tu ce lo vedi quello a Natale insieme agli zii? Ma resti. Forse è solo abitudine, oppure desiderio di non stare da sola... o magari semplicemente speranza che possa ancora tornare ed essere tutto meraviglioso come sembrava che fosse.
Fino ad un certo punto.
In cui prendi quello che resta di te, prendi proprio tutti i pezzetti del tuo cuore sparsi in giro, ne fai una specie di polpetta, ti tiri su e semplicemente ti volti. Realizzi che... I'm done.
Ne sei fuori. Non accetti più. Non resti più.
E lui potrebbe tornare, sposarsi (o se è già sposato tornare felicemente con la moglie) o farsi in quattro per riuscire a farti rivoltare... ma tu niente.
Hai già dato e non ti interessa più.
I'm done.
Ed effettivamente non c'è una espressione italiana così forte perchè tu proprio hai finito, chiuso, lasciato andare. Però tutto insieme e decisamente più forte.
E non è doloroso. O per lo meno lo è solo all'inizio. Poi diventa piacevole. E' come tirare un respirone appena hai finito di correre o bere un bicchiere di acqua fresca e frizzante quando hai molto caldo.
Ed è come di nuovo respirare. Un senso di libertà inaspettato. Un po' spaventoso ma quasi rassicurante. Perchè sai che starai bene.
E ti sembra quasi di tornare felice.
I'm done... But now let's start again.
Iscriviti a:
Post (Atom)