domenica 26 febbraio 2012

Give peace a chance

( foto di un mezzo sorriso )



Una volta una persona che mi era molto cara mi ha detto una frase molto semplice: "Manu, bisogna essere felici".
E me ricordo tutto benissimo. Mi è proprio rimasta dentro. Non lo so se è stato il contesto (c'eravamo ritrovati e già questo fu una buona base per associare un bell'oggetto a questo momento) oppure perchè sei nella biblioteca di ing e non ci dovresti essere perchè ormai hai finito ma ci sei comunque e ti senti strano (e rivedere qualcuno o meglio rivedere quel qualcuno ti fa sentire frizzante tipo acqua e idrolitina) oppure perchè sono proprio le frasi più semplici a spiazzarti e a farti smuovere dentro.
Ma se ci penso non è davvero niente di straordinario "Bisogna essere felici".
Tutto quello che fai deve farti star bene. È ovvio.
E lo star bene non è proprio la definizione di queste settimane fatte di sorprese e cambiamento. E il cambiamento è così. È questione di evoluzione, di come evolvi tu nelle situazioni e di ciò che le situazioni ti tirano fuori. Ma la vera questione sono le chance che ti dai... È la chance che dai allo star bene. Sono le chance che dai a quello che provi.

Ho rincontrato quel qualcuno in piazza, poco tempo fa, dopo una giornata davvero di merda e, tralasciando tutte le emozioni del ritrovarsi che questa volta sono state del tutto deludenti, mi ha detto un'altra cosa "secondo me non muovi abbastanza le braccia e invece è liberatorio muovere le braccia".
Non lo so, è sempre pericoloso fidarsi, ma secondo me potrebbe funzionare.

martedì 14 febbraio 2012

che cosa cerchi?



"Fosse stata lebbra gliel'avrei leccata per appiccicarmela alla lingua, fosse stata morte l'avrei voluta io. Meno di questo, l'amore non è niente"
Perchè sì, adoriamo le citazioni. E' quello che pensi anche tu, ma con una citazione è lì pronto e in una forma che non ti sogneresti mai di poter replicare mettendoci del tuo.
Sembra una situazione ideale ma che si adatta perfettamente alla tua vita e al tuo pensiero.
Certo, vorrei essere così intensa di mio ma l'alternativa del riciclo sembra così alla moda:
Ciao... Se deve succedere qui allora deve succedere qui. Non ti permetto di sbarazzarti di me. Cosa mi rispondi? Un tempo era la mia specialità, lo sai ero bravo nel salotto, mi mandavano a casa e io li convincevo. E ora io proprio, non lo so... Ma stasera, per il nostro progetto, per la nostra società è stata una serata molto importante. Una serata molto, molto importante. Ma non era completa. Non era neanche lontanamente avvicinabile a una qualsiasi possibile completezza. Perché non potevo condividerla con te. Non sentivo la tua voce e non potevo ridere insieme a te. Mi manca mia... Mi manca mia moglie. Viviamo in un mondo cinico. Un mondo, cinico. E lavoriamo in un ambiente di persone fortemente competitive. Io ti amo. Tu, tu mi completi. E io dovevo proprio......Smettila. Sta zitto. Mi avevi già convinto al ciao... Mi avevi già convinto al ciao!
Dopo di che si fece molto tardi, dovevamo scappare tutti e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era e di quanto fosse divertente solo conoscerla. E io pensai a… quella vecchia barzelletta, sapete… Quella dove uno va dallo psichiatra e dice: "Dottore mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina", e il dottore gli dice: "perché non lo interna?", e quello risponde: "e poi a me le uova chi me le fa?". Bhè, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm… e pazzi. E assurdi, e… Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi, ha bisogno di uova.
Beviamo birra, andiamo a fare la spesa al discount. Mettiamo un disco sul giradisco, baci in cucina, baci in sala, baci in garage... 
Prendi me, scegli me, ama me! 
Tu c'eri...
E l'adolescenza dove la mettiamo? 
E se poi finisce? 
 
La prossima volta giuro che mi impegno di più... e scriverò solo quello che conosco.

domenica 12 febbraio 2012

le cose che restano


Ho sempre pensato che le cose che restano fossero le persone.

La festa dei miei 18 anni è stata l'apoteosi di questa affermazione, del mio modo di vedere le cose. 
Volevo attorno a me tutte le persone importanti della mia adolescenza. Tutte quelle persone con cui avevo condiviso momenti importanti, felici o meno, ma che avevano fatto restare qualcosa di loro dentro di me. 
Volevo ricordare le loro facce. 
Portarmele dietro. 
E così c'erano tutti, amiche non poi così amiche, amiche che non ci sono più perchè sono in cielo, super amiche che non andranno mai da nessuna parte, il mio primo ragazzo, il mio migliore amico, l'amore impossibile, i figli degli amici dei miei e anche quelli che mi stavano sul cazzo.
E sono sempre andata avanti con questa convinzione: le cose che restano sono le persone.
E invece ho cambiato idea, non è proprio così. 
Le persone ogni tanto si allontanano. Vanno da qualche altra parte a vivere la loro vita. Si voltano. Hanno da fare. Guardano altrove.
Allora quello che veramente resta non sono tanto le persone ma quello che sei stato tu mentre vivevi con quelle persone. 
E' qualcosa di molto diverso dai ricordi ed è molto di più di azioni condivise. 
Sono momenti che ti cambiano profondamente.
Sono attimi, emozioni(!), legami.
E' la felicità provata mentre si apre un sorriso, è ascoltare una risata.
E' stato sentire la presenza della tua bici alla fine della strada e il non riuscire a guardarti negli occhi per tutta la cena perchè ero già troppo felice di averti nella mia cucina. 
E' stata la fitta lancinante dopo aver premuto invio.
Il sentirti vicino ma capire che più vicino di così sarebbe stato troppo.
Il cuore a mille dopo averla ricevuta, stavolta, questa mail. E' stata la tua riconoscenza e il capire che quello era il tuo modo discreto di starmi vicino.
E' l'odore di miele del mio balsamo.
E' la sensazione dello star bene. L'inquietudine di starti vicino. Il non voler essere, finalmente, da nessun'altra parte.
L'irrefrenabile bisogno di dirti: grazie.
Le risate e la certezza che quella non era la fine di niente.
La consapevolezza che anche se per poco e impercettibilmente ho raccolto il tuo cuore, l'ho curato, l'ho rimesso in piedi, l'ho reso davvero più libero e messo in condizioni di poter volare di nuovo. Da solo.
Quello che rimane sul serio sono io dopo tutto quello che le persone mi hanno dato. Sono io ma arricchita... ma pur sempre io...  
e io resto davvero! Non vado da nessuna parte.