martedì 29 maggio 2012

è un momento piccolissimo ma importantissimo


Cosa ti porti via?
Cosa è davvero importante?
Un telefono che nei momenti meno opportuni smette di funzionare?
L'hard disk esterno del pc?
Ti metti le scarpe comode così puoi correre?
Io ho preso gli occhiali da sole, la carta di credito e il telefono non funzionante. 
Guardarsi intorno è necessario e se lo fai con gli occhiali da sole di Chanel viene meglio, sicuramente. Anche perchè il sole a Bologna mi è mancato tanto quest'anno. 
I soldi servono a comprare cose. Cose che ti rendi conto che sono effettivamente solo cose. Hanno un valore praticolare che è davvero molto molto svalutabile in un attimo. E poi puoi comprare cibo che se ci pensi non si svaluta mai... e io avevo voglia di gelato e il Cremino Guglielmo era davvero buonissimo (mentre la nuova becks green lemon era un po' una cagata).
E quel telefono malfunzionante nel bene e nel male ti mette in comunicazione con gli altri... che poi cominicazione è una parola grossa perchè quando davvero senti il bisogno di comunicare o non hai  niente da dire in realtà o la linea telefonica non funziona.
E allora la cosa giusta da portarsi dietro è il sorriso, la gioia di provare emozioni e tutti i salvagenti che sono dentro di te... risorse inesauribili (o quasi) che ti (ri)porteranno sempre alla vita.

lunedì 28 maggio 2012

ho il blocco dello scrittore

Ho davvero troppe cose da dire. 
Talmente troppe che sembrano un calderone di fuffa senza senso. 
Una cozzaglia di cose inutili, se prese singolarmente, ma che in realtà sono pezzi di vita vera, vissuta... 
Di quella vita che ti fa sentire il senso dell'appartenenza. 
Come un revival tra amiche nella città più improbabile e lontana in cui però magicamente ti senti a casa e quasi in famiglia. 
Come una visita aspettata e sperata quanto inattesa ma che ti riempie il cuore... come la dolcezza, così visibile e tangibile da essere quasi realmente masticabile.  E' la sensazione dell'essere protetta e sentire che finchè il tuo mento è lì non mi può succedere niente, anche se è per soli 15 sec.
E' la sensazione della comprensione senza bisogno di aggiungere troppe parole. 
E' l'idea e la sicurezza che comunque tutto andrà per il meglio e non come modo di dire, ma proprio come immagine di un futuro bellissimo. 
E' il sapere di non essersi mai persi e la consepavolezza che per qualcuno non sei altro che te stessa. 
E' un tacchino e tutto quello che puoi imparare e mostrare in una conversazione sul comportamento dei tacchini. 
E' l'essere felici. 
E' tenere tra le mani un nuovo essere che sente il tuo calore e che in qualche modo, anche se per poco, dipende da te e solo per farti capire quanto sia bello prendersi cura di qualcosa. 
Se poi questo qualcosa piscia ovunque è un fatto di molta poca rilevanza visto che ormai ti ha completamente conquistato. 
E' sapere che ci sono cose che non cambiano e che su queste cose si può contare incondizionatamente. 
E' sapere però che a cambiare sono io, continuamente e consapevolmente in una continua evoluzione che sono sicura mi porterà nel migliore dei mondi possibili... e mi sono presa del tempo per decidere quale sarà!

domenica 6 maggio 2012

le persone si dividono in categorie



Le persone si dividono sempre in categorie. 
Evidentemente è proprio una pratica intrinseca nell'animo umano quella di sentire l'esigenza di appartenere ad un gruppo.
La prima volta che ho pensato a questo senso di necessaria appartenenza è stato durante il liceo dove venivi classificato per come ti vestivi e non era di certo un giudizio sul tuo senso del gusto, ma piuttosto ti veniva data un'etichetta a seconda delle etichette delle tue t-shirt. 
Eppure io ero sempre Manu sia se portavo i jeans di Guess sia se mettevo i pantaloni di velluto comprati al mercato dell'usato del cimitero. 
E invece no: se avevo i jeans firmati ero una fighetta figlia di mamma se avevo i pantaloni di velluto ero un'alternativa del cazzo. 
Questo però è solo un piccolo esempio di quello che è il concetto dell'appartenza. Concetto che è visto sempre e comunque da chi decide le categorie.
C'è la categoria delle persone che scelgono il posto finestrino perchè adorano guardarsi sempre intorno e soprattutto vogliono guardare sempre più in là della loro posizione attuale, mentre altre si sentono protette solo se stanno nel mezzo. 
Ci sono quelli che si comportano da leader piacioni e quelli che trovano la loro dimensione nelle retrovie. Ci sono le persone silenziose o che usano con parsimonia le parole e quelle che riescono a tirar fuori inutili simposi anche su argomenti a loro del tutto estraenei solo per qualche minuto di incondizionata attenzione.
Ci sono le persone che hanno bisogno del doppio delle cose per essere felici solo la metà e quelle che sono felici il doppio se dividono quello che hanno. 
Quelle radicate nel proprio territorio e quelle che stanno bene ovunque tranne che a casa loro. 
Quelle simpatiche e quelle no, quasi infastidenti.
Personalemente non mi sono mai piaciute le categorie perchè questo senso di appertenenza forzata ad un gruppo l'ho sempre visto come una limitazione. 
Perchè fondamentalmente, ho sempre pensato di poter apprendere da ogni tipo di persona e che il confronto, in qualsiasi sua accezione, mi avrebbe fatto crescere in un modo o nell'altro.

Insomma, le categorie proprio non mi piacciono e non mi sono mai sentita troppo radicata in qualcosa tanto da farne parte veramente. Ma se deve essere davvero inevitabile, allora io divido le persone in appassionate oppure no. 
Le persone appassionate sono le belle persone, quelle che sei felice anche solo di averle incontrate e che se poi entrano a far parte delle tua vita è davvero meraviglioso. 
Sono le persone con cui adori trascorrere il tuo tempo. Sono i tuoi amici più veri. 
Altre persone semplicemente non si appassionano o lo fanno in una maniera che non puoi comprendere e che quindi non riesci a vedere e percepisci come non-passione.

Io non lo so a che categoria appartengo ma ringrazio le belle persone di questa categoria per il loro essere così appassionate tanto da trasmettermi, ogni volta, la voglia di vivere una bella vita. 
Indipendentemente da qualsiasi categoria a cui essa tenda a far parte...