giovedì 1 dicembre 2011

Satisfaction


Qualche giorno fa, una mia amica molto bella mi ha consigliato un libro. 
In realtà non è neanche un vero libro e non mi ricordo come si chiama.
E' una raccolta di parole, come se fosse un vocabolario. 
Ad ogni parola corrisponde un breve racconto, una citazione, una vera descrizione accurata di emozioni e sentimenti legati alla parola stessa.
Mi piacerebbe ricordarmi il titolo di quel libro per consultarlo alla voce "soddisfazione".

Mi è sempre piaciuta questa come parola: SODDISFAZIONE. 
Ma cos'è? Cosa ci rende soddisfatti?

Riesco solo a pensare alla faccia e alla pancia di un uomo dopo un piatto enorme di pasta al pesto o dopo un panzerotto.

E' più difficile da immaginare la soddisfazione legata al raggiungimento di un traguardo. 

Dopo un ottimo piatto ormai di mangiare hai finito. 

Ma dopo il raggiungimento di un traguardo ce n'è sempre un altro.
Qualcos'altro.
Da fare, da volere, da desiderare. Allora quando ci si può fermare e anche solo per poco poter rientrare nella definizione di soddisfazione?

Di solito non si fa! Ma io aggiro il problema cambiando l'ottica di osservazione. Passando semplicemente da una definizione generale e troppo complessa ad una puntuale e quindi più facile da analizzare.
Non sono quindi soddisfatta a livello generale ma ogni giorno riesco a trovare soddisfazione per le cose piccole.
Potrei fare una lista delle cose che mi emozionano giornalemente quanto la pasta al pesto ma sono troppo piccole le sfumature e non sono in grado di descriverle. 
Posso dire con certezza però, anche senza essere in grado di esplicitarle, che sono queste le cose che mi tengono in vita e per cui vale la pena affrontare la giornata. Non è accontentarsi; è assaporare.

Anche se si prospetta la meno soddisfacente del mondo.

Nessun commento:

Posta un commento