mercoledì 17 ottobre 2012

conosco il kung fu



Esistono poche cose rassicuranti nella vita. 
E sono veramente rare. 
E penso a qualcosa di rassicurante in senso generale, ampio e del tutto vitale. 
Come un paracadute.
Qualcosa che sai che sarà per sempre lì con te. 
Che c'è ora e ci sarà anche nel futuro, qualunque futuro.
E intendo qualcosa di realmente tangibile che è parte di te.
Come E.T che dice ad Elliot "io sarò sempre qui".
Come Casper che chiede a Kat "posso tenerti con me?".
Come Jenny che dice a Forrest "Avrei voluto essere lì con te!" e Forrest Gump risponde "Ma tu c'eri".

E queste cose sono speciali sul serio. 
E' tuo compito averne cura, tenerle con te nel senso più stretto e con tutto l'impegno che puoi. Fino a che non ti accorgi che tenerti stretto a quella cosa è come respirare, naturale e insostituibile. 
Qualcosa di irrinunciabile.

E poi qualcosa cade. 
Perdi tutto. E quella cosa rassicurante non c'è più. Come i palloncini che se ne volano chissadove.

E praticamente muori. 
Perchè non solo sei dispiaciuto di aver perso qualcosa. In fondo si è sempre dispiaciuti quando si perde. Che siano le chiavi di casa o una partita di poker.
Non sai proprio come fare. Sanguini ma senza che ti esca sangue.
Tipo? E adesso? 
Realmente non è morto nessuno ma non trovo più nessun appiglio, niente a cui aggrapparmi, nessun pensiero felice, niente complicità. 
Come faccio senza sapere tu cosa ne pensi di un qualsiasi fatto...
Come faccio a non essere più naturalmente e piacevolmente condizionata in qualsiasi modo dal tuo alone intorno.
Come faccio a rendermi conto che non me ne frega più niente di quello che dici.

E anche se ti dicono di andare a New York per un anno non ti sembra abbastanza distante o almeno tanto lontano da non pensare a tutte queste cose.

E allora l'unica cosa che puoi fare è renderti conto che davvero passerà. Come passa tutto. Lascerà un segno, profondissimo. Come le cicatrici della varicella che ti vengono se ti gratti e non dovresti.
E allora compri un paio di scarpe beige con lo sconto del venticinque percento, cerchi di lavarti gli occhi e chiami la tua boa. 
E ti rendi conto che un appiglio in confronto sembra poca cosa. Che per qualcuno brilli sempre, anche quando puzzi e ti addormenti con la bava alla bocca e vomiti anche l'anima e dici delle gran stronzate. Per questa boa tu letteralmente cagherai rose dal culo.
Questa boa la fai stare lì con te, tanto non hai troppo bisogno di parlare, ti fai prepare la colazione del secolo e vai a prenderti quello che ti sei guadagnato con anni di duro sacrificio tolto al cazzeggio. 
E cerchi di sorridere, perchè il tuo sorriso è stupendo.
E brilla e continua a brillare.

E ti fai una promessa, qualcosa di solenne, un patto di sangue con te stessa. Semplice: "mai, mai, mai più."

"Si cresce sentendo d'improvviso molta distanza da tutte le persone" (cit.)


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