ci sono solo io... che altro ti aspettavi? (it is just me... what else are searching for?)
martedì 14 maggio 2013
... amore, ciao
Gli addii sono sempre molto tristi.
Treni che partono, conversazioni che finiscono, telefoni che si spegnono.
Anche a livello figurativo gli addii sono tristi.
Viene quasi da piangere. Anche gli occhi si accorgono come un riflesso incondizionato che qualcosa sta uscendo per sempre da te e quindi anche loro per non essere da meno fanno uscire le lacrime.
E non è l'addio in sè ad essere doloroso quanto la consapevolezza che quella cosa a cui dici addio non fa più parte di te e della tua vita.
E nel senso più generale del termine.
Un addio, di quelli veri però, è un distacco profondissimo.
Di quelli che non ha bisogno di dirtelo perchè è dentro e lo sai già senza bisogno di aggiungere parole.
Come quando Violetta nella Traviata di Verdi deve dire addio alla sua vita passata consapevole di una malattia che la sta sfinendo
E' una cosa che apprezzi anche se la lirica non la sopporti.
Inizia a prenderti dentro dalle mani e poi sale e sale, percorre le vene, scalda il cuore di amarezza e poi scoppia nel cervello.
E solitamente la consapevolezza degli addii veri è silenziosa, non hai più bisogno di dire "hey guarda che ti ho dimenticato".
Cancellato, cancellato, cancellato.
Perchè hai già dimenticato, punto.
Ci si può chiedere come stai, possiamo parlare o ridere ma non mi sei più dentro, è come un interesse che scivola. Che se ne va.
Gli addii sono sempre molto tristi.
Anche se ti passo molto vicino e sto lì per un po' e mi prendo la briga di dirtelo.
Io non sono per niente brava con gli addii.
Neanche se ti saluto con la manina da regina.
Non lo so fare.
Quello che so invece è che nonostante tutto, e questo tutto è grande come piramide, non si stacca.
E' stato un addio fatto a parole che però è sempre rimasto lì.
Ed è ancora tutto lì.
E ogni volta è un fiume in piena. E ci puoi andare cauta, puoi decidere di non esserci, ma è una corrente fortissima.
E quando succede tocca tutti i muscoli, il cervello, le vene e mi sento sempre sollevata, come se per cinque minuti sapessi quasi come si fa a volare e avessi la testa vuota vuota ma allo stesso tempo mi sentissi riempita come niente può farti sentire.
Se mi chiami la mattina, se mi chiami la sera, se andiamo al mare o semplicemente se fissiamo un muro.
E' come l'addio di Battiato, arrivederci amore ciao... ma nel senso che poi torni.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento