ci sono solo io... che altro ti aspettavi? (it is just me... what else are searching for?)
lunedì 10 settembre 2012
mi ricorderò di te (forse)
Una delle poche cose lodevoli dell'ultimo Batman è un contorto e mal riuscito dialogo sulla speranza (tra l'altro fatto in una prigione improponibile con carcerati altrettanto improbabili) e su come essa sia come una religione. Qualcosa che può muovere tutte le tue forze, quasi rendendoti invicibile ma che molto spesso è solo uno strumento che non ti fa vedere la realtà proiettandoti verso qualcosa che vorresti ma che in realtà non c'è.
E in fin dei conti risulta qualcosa che ti rende solo debole e fortemente influenzabile.
A me quelle che seguono sono sembrate le parole più semplici del mondo eppure non le ho (veramente) sentite dire. C'ho sperato, ma in questo non c'era niente che mi facessere sentire a mio agio.
Una spinta però c'è stata... quella di continuare a cercare.
Se non fosse per te Cosa avrebbe un sensoSotto a questo cielo immenso Niente più sarebbe veroSe non fosse per te Come immaginareuna canzone da cantare A chi non vuol sentirsi soloSe non fosse per te Crollerebbe il mio cieloSe non fosse per te Sarei niente, lo saiPerché senza te io non vivoE mi manca il respiro Se tu te ne vai Quando sono con te Chiudo gli occhi e già volo D'improvviso la malinconia se ne va Dai pensieri miei cade un velo E ritrovo con te l'unica verità Solamente tu sai Anche senza parole Dirmi quello che voglio sentire da te Io non ti lascerò Fino a quando vivrò Tutto quello che un uomo può fare Stavolta per te lo faròUna pioggia di stelle Ora brilla nell'aria Ed il mondo mi appare Per quello che è Un oceano da attraversare Per un cuore di donna O la spada di un re Perchè senza te io non vivo E mi manca il respiro se tu te ne vai Solamente tu sai Anche senza paroleDirmi quello che voglio sentire da te C'è un tempo per l'amore Che spiegarti non so Tutto quello che un uomo può fare Stavolta per te lo farò Tu sarai la regina Dei miei desideri L'orizzonte costante Di questa realtà Tu che sei per me, come vedi Tutto quello che un uomoSognare potrà Tutto quello che un uomo Sognare potrà
domenica 2 settembre 2012
ho il blocco dello scrittore
Forse il problema è che ci sono troppe parole e io non le conosco tutte.
Alcune proprio non le so usare.
Eppure penso che mi sarebbero utili.
Se riuscissi con una frase, anche piccola, a tirare fuori tutto questo ammasso di roba che mi parte dalla gola e arriva allo stomaco forse mi sentirei meglio.
Non che stia particolarmente male ma se potessi vomitare un po' di parole starei sicuramente meglio.
Perchè la condivisione è il modo principale che ho per vivere le emozioni. E' cercare di raccontare immediatamente che sono in riva ad un canale illuminato solo dalla luna e dalla luce intrinseca di una città fantasma che riempe il cuore, o camminare per un parco con l'iPad sulla testa per farti vedere che dopo l'erba effettivamente ci sono davvero i grattacieli. E' comprare souvenirs.
Perchè se divido le cose, se ti trasmetto un po' di ciò che ho visto io, è come se riuscissi a godermelo meglio.
Ma se non riesco effettivamente a dire niente, se non trovo le parole, allora rimane tutto fermo.
Mi sembra di non vivere.
E' difficile. Perchè non sono nè Adele nè Jocelyn Pulsar.
Perchè il mio cuore è stato logorato. Non è stato tipo bottiglia che cade ma più un strappo.
E adesso finalmente ha smesso di logorarsi.
Adesso è come Bolt che chiede silenzio al pubblico per concentrarsi e ripartire come un treno.
Ha provato il vero affetto, l'amore, almeno dal suo verso, e il dolore, non più quello profondissimo e fine a se stesso ma quel tipo di dolore che ti fa sentire di aver vissuto.
E adesso voglio che sia lì pronto ad essere ririempito e anche ristrappato se necessario e voglio che senta, fortissimo e che continui a condividere come ha sempre fatto e a vivere sempre nel modo migliore possibile seguendo la sua natura.
Prima però mi serve una frase. Qualcosa che sia come un digestivo alla sambuca da buttare giù.
"...E così alla fine tutti tornano perché riemerge la nostalgia dell’inizio. Tornano quando non ce n’è più bisogno(...). Quando è inesorabilmente tardi. Un attimo dopo che ci si è abituati all’assenza, come la luce accesa alle sette del mattino, la felicità che va a giocare d’azzardo e perde tutto per strada. Le persone dovresti amarle quando il loro cuore ne ha il desiderio, e non quando conviene. E se proprio non ce la fai, se non puoi ricambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace. Se non si è stati in grado di restare al momento giusto non si deve inventare un momento giusto per tornare. Non si scippano sorrisi in ritardo. (...) In un’altra vita ti dissi che a volte il vero coraggio è quello di restare e non quello di andare. Oggi ti dico che c’è sempre un motivo valido per andare, come per restare. E’ la parte che prevale che fa la differenza. Quando te ne vai, però, anche se non lo sai, senza sprecare inutili parole, fai una promessa silenziosa. La promessa che siccome hai scelto di andartene non tornerai..."
martedì 28 agosto 2012
tutto questo dolore un giorno (mi) sarà utile
Ho una maglia a righe celesti con una stella di paillettes bianche e rosa che prende tutto lo spazio possibile. Le maniche di questa maglia sono laccate di dorato e irrigidite di modo che si possano arratolare e star su da sole.
Non è una semplice maglia. E' una maglia "manu". Mi ricordo benissimo il giorno in cui l'ho comprata. Firenze, LuisaViaRoma, una giornata caldissima e super saldi per l'arrivo della nuova collezione. Questa maglia era appesa ad un attaccapanni insieme ad altre sorelline nate della stessa stilista visionaria YVONNE. 500 pezzi prodotti e basta. Quello lì appeso doveva essere mio.
Perchè quella non era una maglia normale, era una maglia "manu".
Una cozzaglia di cose, mischiate tutte insieme ma con un gran bel risultato un tantino appariscente.
E così come la maglia "manu" esistono anche scarpe "manu", uomini "manu", posti "manu" e adesso, abbastanza di recente anche pesci "manu".
E' qualcosa che mi rispecchia, qualcosa che mi piace e in cui mi ci posso sentire bene dentro.
E come le cose possono essere definite "manu" ho capito che anche le relazioni possono e devono essere "manu".
Adette a me.
Senza dover scendere a compromessi, senza doversi necessariamente accontetare di qualcosa che non brilla.
Devono essere semplici. Eccentrici ma non troppo, concentrati su piccolissi ma importantissimi particolari e consapevoli di essere, mixati insieme, pezzi imperdibili di una splendida collezione.
E se in questa definizione di cosa da "manu" non ci si riesce a rientrare allora questa relazione non è per "manu".
Visto, è semplice.
"Forse per continuare a giocare, allora,
sarebbe più utile sostituire il concetto di cura con quello di
manutenzione. Chi fa manutenzione non dice: scioglierò i tuoi capelli
come trame di un canto, ma più semplicemente: senti, hai qualcosa nei
capelli, mo te la tolgo."
Forse basta giocare.
lunedì 16 luglio 2012
io mi ricordo di tutto
Io mi ricordo le cose. I particolari soprattutto. Sono come immagini realmente impresse,collezionate e catalogate in qualcosa che assomiglia alla memoria ma che in realtà è un po' di diverso. Un ambiente che sta lì a ricordarmi chi sono, da dove vengo, cosa mi ha divertito e cosa no, cosa mi ha fatto male e cosa no. Non è reale memoria. Sono come post-it, volutamente lasciati a dire che io c'ero.
Sono lì per dirmi tante cose, conoscono me profondamente.
Io cerco di tenerli stretti questi post-it, di farli andare avanti con me e mai di sostituirli. Solo, faccio in modo che ci sia il giusto spazio per attaccarne di nuovi. Magari cambio i colori, tutti rigorosamente pastello, così da poterli distinguere meglio.
Oppure il colore lo scelgono loro per potermi permettere di guardarli meglio e con la giusta prospettiva.
Ogni tanto poi mi piace prendere uno di questi post-it e condividerlo con qualcuno. E far vedere se possibile a questo qualcuno i posti, gli odori e le emozioni che sono scritte lì, in quel posto strano che non è memoria.
Qualcuno ha voglia di ascoltare, qualcuno no... A qualcuno hai voglia di raccontare ad altri no...
Ma penso che ad ogni modo, qualsiasi modalità si scelga, sia importantissimo ricordare.
Perchè ricordare ci migliora. E ci rende partecipi, e ci porta sempre avanti.
Quindi, io ricordo. Quasi tutto. Solo le cose che meritano l'utlizzo dei post-it.
sabato 7 luglio 2012
addomesticami
Potrai non essere il suo primo, il suo ultimo o il suo unico. Lei ha amato prima e potrebbe amare ancora.
Ma se lei ti ama adesso, cosa altro importa?
Lei non è perfetta, e nemmeno tu lo sei e voi due potreste non essere mai perfetti insieme, ma se lei può farti ridere, e se entrambi capite di essere umani e che si può sbagliare allora rimani con lei e dalle tutto ciò che puoi darle.
Lei potrebbe non pensare a te ogni secondo della giornata ma lei ti darà una parte di se stessa che sa che tu potrai rompere - il suo cuore.
Quindi non ferirla, non cambiarla, non aspettarti di più di quello che lei può darti.
Sorridi quando lei ti fa felice, dille chiaramente quando lei ti fa arrabbiare e senti la sua mancanza quando lei non c'è.
Bob Marley
lunedì 2 luglio 2012
come te nessuno mai
E' quando sono appena arrivata a riprendere Paolino (il mio motorino), mi infilo il casco e sfreccio su di una strada dritta dritta che mi riporta fino a casa.
E sento il vento su di me, come se stesse lì pronto a rigenerarmi. Come se mi stesse aspettando per leccarmi le ferite della giornata. Come se mi volesse fare il massaggio alla schiena che vorrei tanto. E io lo lascio fare. Quasi non vedo proprio l'ora.
Su un quaderno di appunti di un vecchio e lunghissimo esame che ho ripreso in mano da un po' ho trovato un'etichetta.
Con un pennarello azzurro c'era scritto su:
La rabbia,
Lo sforzo,
La pazienza.
E avevo ragione. Avevo racchiuso in tre parole la sensazione di quei giorni, di questi giorni. Momenti che sanno di volontà e di voglia di fare tantissime cose.
Questa è la vita o almeno è quello che sento adesso.
Ho tanta voglia, tanta irrequietezza così esplosiva che è quasi inquietudine.
E' il pensiero che si può fare e che in un modo o in altro ci arriverò.
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