domenica 6 maggio 2012

le persone si dividono in categorie



Le persone si dividono sempre in categorie. 
Evidentemente è proprio una pratica intrinseca nell'animo umano quella di sentire l'esigenza di appartenere ad un gruppo.
La prima volta che ho pensato a questo senso di necessaria appartenenza è stato durante il liceo dove venivi classificato per come ti vestivi e non era di certo un giudizio sul tuo senso del gusto, ma piuttosto ti veniva data un'etichetta a seconda delle etichette delle tue t-shirt. 
Eppure io ero sempre Manu sia se portavo i jeans di Guess sia se mettevo i pantaloni di velluto comprati al mercato dell'usato del cimitero. 
E invece no: se avevo i jeans firmati ero una fighetta figlia di mamma se avevo i pantaloni di velluto ero un'alternativa del cazzo. 
Questo però è solo un piccolo esempio di quello che è il concetto dell'appartenza. Concetto che è visto sempre e comunque da chi decide le categorie.
C'è la categoria delle persone che scelgono il posto finestrino perchè adorano guardarsi sempre intorno e soprattutto vogliono guardare sempre più in là della loro posizione attuale, mentre altre si sentono protette solo se stanno nel mezzo. 
Ci sono quelli che si comportano da leader piacioni e quelli che trovano la loro dimensione nelle retrovie. Ci sono le persone silenziose o che usano con parsimonia le parole e quelle che riescono a tirar fuori inutili simposi anche su argomenti a loro del tutto estraenei solo per qualche minuto di incondizionata attenzione.
Ci sono le persone che hanno bisogno del doppio delle cose per essere felici solo la metà e quelle che sono felici il doppio se dividono quello che hanno. 
Quelle radicate nel proprio territorio e quelle che stanno bene ovunque tranne che a casa loro. 
Quelle simpatiche e quelle no, quasi infastidenti.
Personalemente non mi sono mai piaciute le categorie perchè questo senso di appertenenza forzata ad un gruppo l'ho sempre visto come una limitazione. 
Perchè fondamentalmente, ho sempre pensato di poter apprendere da ogni tipo di persona e che il confronto, in qualsiasi sua accezione, mi avrebbe fatto crescere in un modo o nell'altro.

Insomma, le categorie proprio non mi piacciono e non mi sono mai sentita troppo radicata in qualcosa tanto da farne parte veramente. Ma se deve essere davvero inevitabile, allora io divido le persone in appassionate oppure no. 
Le persone appassionate sono le belle persone, quelle che sei felice anche solo di averle incontrate e che se poi entrano a far parte delle tua vita è davvero meraviglioso. 
Sono le persone con cui adori trascorrere il tuo tempo. Sono i tuoi amici più veri. 
Altre persone semplicemente non si appassionano o lo fanno in una maniera che non puoi comprendere e che quindi non riesci a vedere e percepisci come non-passione.

Io non lo so a che categoria appartengo ma ringrazio le belle persone di questa categoria per il loro essere così appassionate tanto da trasmettermi, ogni volta, la voglia di vivere una bella vita. 
Indipendentemente da qualsiasi categoria a cui essa tenda a far parte...

sabato 21 aprile 2012

the ballad of john and yoko



 
È solo allora che sai di aver trovato qualcuno di davvero speciale, quando puoi chiudere la bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.



mercoledì 18 aprile 2012

siamo fatti così



Le persone sono limitate; sono limitate ed imperfette. 
E questo è da considerarsi per certi aspetti un loro punto di forza perchè solo ammettendo un limite si può imparare e migliorarsi.
Non sono mai stata troppo brava a capirle le persone. E questo è uno dei miei limiti, certamente. 
Invece, riuscire a capire determinati comportamenti, senza doverli accettare per forza ma solo comprenderli e senza per forza chiedere troppe spiegazioni è davvero importante per qualsiasi tipo di relazione. 
Penso che ci sia sempre un motivo per un determinato tipo di comportamento o di una determinata reazione alle cose. 
E poche persone arrivano a capirlo quel motivo perchè cercare così attentamente, arrivare sino a quel punto significa arrivare a comprendere profondamente la natura di una persona e solitamente ci sono troppi ostacoli per arrivare fino a lì. 
E' come un grande scambio.
E se non ti sforzi, se non ti concentri, ti accontenti solo di una facciata e di una presunta conoscenza.
Fino a che non incontrerai quelle persone che non si limitano a trascorrere del tempo con te ma che ti cambiano. 
In particolare nè ti migliorano nè ti insegnano niente ma ti completano con cose a cui non avevi mai pensato ma di cui hai molto bisogno. 
E quel tipo di persone rimarranno per sempre dentro di te. 
Se ti hanno fatto del male hai imparato a sopportare nuove forme di dolore e se ti hanno fatto star bene quella sensazione sarà come una luce.
La tua natura rimane immutata perchè è la parte più intima di te, è la tua indole o quello che rimane dell'istinto. 
Ma quello che c'è attorno, il tuo modo di guardare le cose cambia. Non puoi più dire "sono fatto così" perchè quel così era tanto tempo fa... 
 

sabato 14 aprile 2012

nana nananana nananana


Le parole sono importanti.
E proprio perchè le parole sono importanti è importante usare le parole giuste.

Perchè parlare, discutere, confrontarsi e scegliere insieme sono abitudini bellissime e assolutamente rare se si compiono nella piena sincerità e nel totale rispetto... si rischia quasi di diventare una forza.

Ci sono parole o frasi piccole che se dette con consapevolezza cambiano tutto, come se ti riportassero o portassero per la prima volta nel caso non ci sia mai stato, ad una nuova condizione, ad un nuovo stato d'essere.
Ci sono volte invece che troppe parole, parole sbagliate, semplicemente dette in modo poco carino o al momento sbagliato ti portano lontanissimo... così lontano che ti sei già perso.

E poi in certi momenti le parole non bastano. 

E non per poca conoscenza di un vasto vocabolario. 

Forse perchè le parole usate sono troppo poche e restano cose non dette oppure perchè tutte le parole scelte anche se messe tutte insieme non dicono abbastanza. 
Oppure hai talemente tante cose da dire che proprio non sai come fare. 
Sono davvero tante.  E' il troppo star bene, la troppa inquietudine, le troppe immagini stupende da dover replicare in discorsi, la troppa paura che soffoca ogni tentativo di frase, è la sensazione della bellezza e del non voler essere da nessuna altra parte, è il nuovo, sono le sorprese, le sorprese mancate e lo stupore del ritrovarsi.

E allora come si fa? Davvero, come fai ad esprimerti e ad essere chiaro?

Ebbene si, un modo c'è. 
Perchè in fondo esiste sempre qualcuno più geniale di te che trova una super soluzione più geniale di quello a cui avevi pensato tu.
E questa soluzione è il nanananananana delle canzoni.
Che apparentemente non significa niente, non ha proprio senso... ma se ci pensi... ci sta davvero tutto quel nananananana.
Arriva proprio quando stai per esplodere.
Non puoi dire nient'altro che non sia nananananana.

Se poi riesci a cantarlo a squarciagola è davvero strepitoso.

E pensa che se sei Paolo Conte puoi arrivare a sostituire il nanananana con scibububumscibumscibubum, se sei Dente fai l'alternativo con ninininininininini e se sei un vero genio quel nanananana diventa straordinario.

 



 

lunedì 26 marzo 2012

a story of a boy meets girl


Forse la realtà è che abbiamo bisogno della negazione per sentirci davvero vicini alle cose. E' il senso del bisogno che ci permette di capire quanto una sensazione e una persona siano indispensabili. Hai bisogno di sentire le cose andare via, proprio scivolarti dalle mani, per poi poterle tirare forte forte verso di te.
E in certi casi devi rischiare... hai bisogno di arrivare al minimo contatto possibile per prendere una decisione. E anche in quella posizione tra il corrersi incontro e l'accettare un altro appuntamento non sai che fare. Da un lato vorresti dimenticare tutto e spassartela accettando l'idea dello star bene con altre sensazioni e altre persone, contemporaneamente invece hai la certezza che quella sarà l'unica persona, l'unica nell'intero universo in grado di renderti felice e di farti star bene.
In questo limbo però non ci puoi stare per sempre perchè succede l'inevitabile: il tempo. 
E allora accetti l'idea che saranno altre cose a farti ridere e sarà qualcun altro a sentire la tua deliziosa risata.
Eppure ancora te la senti di giocare o meglio di mettere in gioco i tuoi sentimenti... anche se loro poi il gioco lo fanno girare un po' come vogliono.

martedì 20 marzo 2012

a volte ritornano, a volte no!

(maledetta iPad che non carica le foto sul blog)



Ogni vita ha un traguardo.
Che siano piccole soddisfazioni, mini obiettivi raggiunti o semplicemente realizzazione di sogni, che siano ben pianificati o semplicemente tentativi sono proprio le conquiste che ci fanno andare avanti lungo la nostra bellissima strada.
Se puoi sei fuori sede ed è il giornio della tua laurea o il giorno della laurea dei tuoi coinquilini, questo specifico traguardo ha tutto un altro sapore.
Si mischia la tua famiglia reale con quella che ti sei costruito, c'è il sacrificio della lontananza e la gioia di avercela fatta.
E io adesso sono qui, seduta nel mio stesso posto di sempre che è sempre libero perchè c'è il riflesso della luce e nessuno vuole il riflesso del sole su un libro di formule ma io invece si... Dietro la colonna che usavo per nascondermi perchè eri tornato dal viaggio che ti ha portato via e io proprio non volevo parlarti!
Sono qui, in questo posto che ha visto la bella parte di me, il mio impegno e anche la mia solitudine, la mia rabbia e tutta la pazienza!
Non sarei mancata per niente al mondo perchè conosco quanto sia importante per te potermi lasciare il tuo casco e perchè volevi sentirti dire proprio da me che sei stato bravo.
Perché anche se non lo davi a vedere che eri agitata, lo eri davvero da morire e io dovevo essere lì a ridere e a starti vicino ma da lontano.
E perché anche tu hai bisogno del mio sostegno perchè sono una forza e reggo tutto e tengo su anche te.
Questo è il mio posto che però non è più mio... Ho un'altra vita adesso, diversa.
Ma avevo bisogno di ricordare e di condividere. Il ricordo c'è stato e mi viene in mente davvero tutto.
La condivisione no.
Anche se non sarebbe stato affatto male essere qui insieme, anche solo per farti vedere questa parte di mio mondo che è parte di me ma che non è tutto.
Per farti capire qualcosa in più, un po' come è stato per me vedere quei divani e quei terribili dormitori. Per renderti conto di quello che non sei riuscito a vedere e di quanta grandezza c'è... che in effetti forse è troppa!

Ma sono davvero contenta per tutte queste emozioni e grata alla vita per quello che riesco a dare alle persone, incondizionatamente.

E il Montenegro con il ghiaccio è una cosa buonissima!!! Quasi quanto la Vodka al Caramello!