ci sono solo io... che altro ti aspettavi? (it is just me... what else are searching for?)
domenica 1 aprile 2012
lunedì 26 marzo 2012
a story of a boy meets girl
Forse la realtà è che abbiamo bisogno della negazione per sentirci davvero vicini alle cose. E' il senso del bisogno che ci permette di capire quanto una sensazione e una persona siano indispensabili. Hai bisogno di sentire le cose andare via, proprio scivolarti dalle mani, per poi poterle tirare forte forte verso di te.
E in certi casi devi rischiare... hai bisogno di arrivare al minimo contatto possibile per prendere una decisione. E anche in quella posizione tra il corrersi incontro e l'accettare un altro appuntamento non sai che fare. Da un lato vorresti dimenticare tutto e spassartela accettando l'idea dello star bene con altre sensazioni e altre persone, contemporaneamente invece hai la certezza che quella sarà l'unica persona, l'unica nell'intero universo in grado di renderti felice e di farti star bene.
In questo limbo però non ci puoi stare per sempre perchè succede l'inevitabile: il tempo.
E allora accetti l'idea che saranno altre cose a farti ridere e sarà qualcun altro a sentire la tua deliziosa risata.
Eppure ancora te la senti di giocare o meglio di mettere in gioco i tuoi sentimenti... anche se loro poi il gioco lo fanno girare un po' come vogliono.
martedì 20 marzo 2012
a volte ritornano, a volte no!
(maledetta iPad che non carica le foto sul blog)
Ogni vita ha un traguardo.
Che siano piccole soddisfazioni, mini obiettivi raggiunti o semplicemente realizzazione di sogni, che siano ben pianificati o semplicemente tentativi sono proprio le conquiste che ci fanno andare avanti lungo la nostra bellissima strada.
Se puoi sei fuori sede ed è il giornio della tua laurea o il giorno della laurea dei tuoi coinquilini, questo specifico traguardo ha tutto un altro sapore.
Si mischia la tua famiglia reale con quella che ti sei costruito, c'è il sacrificio della lontananza e la gioia di avercela fatta.
E io adesso sono qui, seduta nel mio stesso posto di sempre che è sempre libero perchè c'è il riflesso della luce e nessuno vuole il riflesso del sole su un libro di formule ma io invece si... Dietro la colonna che usavo per nascondermi perchè eri tornato dal viaggio che ti ha portato via e io proprio non volevo parlarti!
Sono qui, in questo posto che ha visto la bella parte di me, il mio impegno e anche la mia solitudine, la mia rabbia e tutta la pazienza!
Non sarei mancata per niente al mondo perchè conosco quanto sia importante per te potermi lasciare il tuo casco e perchè volevi sentirti dire proprio da me che sei stato bravo.
Perché anche se non lo davi a vedere che eri agitata, lo eri davvero da morire e io dovevo essere lì a ridere e a starti vicino ma da lontano.
E perché anche tu hai bisogno del mio sostegno perchè sono una forza e reggo tutto e tengo su anche te.
Questo è il mio posto che però non è più mio... Ho un'altra vita adesso, diversa.
Ma avevo bisogno di ricordare e di condividere. Il ricordo c'è stato e mi viene in mente davvero tutto.
La condivisione no.
Anche se non sarebbe stato affatto male essere qui insieme, anche solo per farti vedere questa parte di mio mondo che è parte di me ma che non è tutto.
Per farti capire qualcosa in più, un po' come è stato per me vedere quei divani e quei terribili dormitori. Per renderti conto di quello che non sei riuscito a vedere e di quanta grandezza c'è... che in effetti forse è troppa!
Ma sono davvero contenta per tutte queste emozioni e grata alla vita per quello che riesco a dare alle persone, incondizionatamente.
E il Montenegro con il ghiaccio è una cosa buonissima!!! Quasi quanto la Vodka al Caramello!
Ogni vita ha un traguardo.
Che siano piccole soddisfazioni, mini obiettivi raggiunti o semplicemente realizzazione di sogni, che siano ben pianificati o semplicemente tentativi sono proprio le conquiste che ci fanno andare avanti lungo la nostra bellissima strada.
Se puoi sei fuori sede ed è il giornio della tua laurea o il giorno della laurea dei tuoi coinquilini, questo specifico traguardo ha tutto un altro sapore.
Si mischia la tua famiglia reale con quella che ti sei costruito, c'è il sacrificio della lontananza e la gioia di avercela fatta.
E io adesso sono qui, seduta nel mio stesso posto di sempre che è sempre libero perchè c'è il riflesso della luce e nessuno vuole il riflesso del sole su un libro di formule ma io invece si... Dietro la colonna che usavo per nascondermi perchè eri tornato dal viaggio che ti ha portato via e io proprio non volevo parlarti!
Sono qui, in questo posto che ha visto la bella parte di me, il mio impegno e anche la mia solitudine, la mia rabbia e tutta la pazienza!
Non sarei mancata per niente al mondo perchè conosco quanto sia importante per te potermi lasciare il tuo casco e perchè volevi sentirti dire proprio da me che sei stato bravo.
Perché anche se non lo davi a vedere che eri agitata, lo eri davvero da morire e io dovevo essere lì a ridere e a starti vicino ma da lontano.
E perché anche tu hai bisogno del mio sostegno perchè sono una forza e reggo tutto e tengo su anche te.
Questo è il mio posto che però non è più mio... Ho un'altra vita adesso, diversa.
Ma avevo bisogno di ricordare e di condividere. Il ricordo c'è stato e mi viene in mente davvero tutto.
La condivisione no.
Anche se non sarebbe stato affatto male essere qui insieme, anche solo per farti vedere questa parte di mio mondo che è parte di me ma che non è tutto.
Per farti capire qualcosa in più, un po' come è stato per me vedere quei divani e quei terribili dormitori. Per renderti conto di quello che non sei riuscito a vedere e di quanta grandezza c'è... che in effetti forse è troppa!
Ma sono davvero contenta per tutte queste emozioni e grata alla vita per quello che riesco a dare alle persone, incondizionatamente.
E il Montenegro con il ghiaccio è una cosa buonissima!!! Quasi quanto la Vodka al Caramello!
sabato 17 marzo 2012
poker face
Spesso mi capita di non ascoltare troppo attentamente le persone.
Soprattutto se penso che a priori non abbiano niente di interessante da dirmi e questo, me ne rendo conto, è molto limitante.
Mi restano impresse solo delle frasi spot a cui non faccio neanche troppo caso.
Ogni tanto però, quello che dicono queste persone torna indietro e in qualche modo mi torna utile.
Qualcuno, non troppo tempo fa, passando davanti ad una sala giochi ha iniziato a parlare del gioco Texana che altro non è che una noiosa e alquanto discutibile modalità di Poker decisamente non abbastanza divertente per i miei standard di divertimento. E quindi, ovviamente, ho smesso di ascoltare quella persona pensando già all'argomento successivo da proporre o a qualcosa da dire nel caso fosse partita la proposta, anche solo ipotetica, di gioco.
Nel non stare a sentire tuttavia, ho captato la mia frase spot dei discorsi non ascoltati: "la vita è come una partita di poker" e come al solito questa frase mi è tornata indietro.
E in circostanze del tutto inaspettate c'ho pensato sul serio... eccerto che la vita è come una partita di poker... ci sono tutti gli elementi: l'azzardo, il tentare di capire gli altri, il riskio e l'incertezza del risultato.
Tu hai le tue carte, non le hai scelte tu ma ce le hai tra le mani, lo sai se non c'è speranza come sai se c'è del buon potenziale.
Avendo a disposizione questo potenziale puoi decidere di non giocare e di tentare più fortuna e investire capitale nella mano successiva, con le carte successive, cambiando tutto. Non è perdere, è decidere di non continuare aspettando che arrivino le carte perfette.
Se decidi di giocare invece vivi il tuo potenziale e se va male sai comunque di averci provato e di aver provato le emozioni della sfida e il brivido del crederci ma se va bene potresti essere l'uomo più fortunato del mondo e ti porti a casa il bottino.
Il decidere di non giocare però si porta dietro la consepovolezza che arriverà qualcuno che non insistenza se lo porterà via, lontanissimo, quel bottino.
(Soprattutto se lo può portare via quel ragazzo seduto al tavolo con te che se la merita proprio la sconfitta!!)
L'unica certezza che hai è che sai di volere e dovere giocare! Concentrato e come meglio puoi.
La questione complicata è un'altra... Perchè giochi?
giovedì 15 marzo 2012
i giorni particolari
Ci sono i giorni particolari... quelli del ciclo, quelli in cui hai sempre fame, quelli in cui ridi, quelli che non pensi ad altro, quelli cupi, quelli che adesso arriva la svolta e invece no e quelli che non hai proprio niente da dire oppure quelli che cerchi per forza qualcuno con cui parlare.
e poi ci sono giorni come questi... tristi.
perchè oggi è il tuo compleanno e tu non ci sei a festeggiarlo.
ma da qualche parte sei. io lo so. perchè ti sento. non tutti i giorni. ma ti sento.
ti sento in quei giorni in cui faccio le solite cazzate e anche se non ce le raccontiamo più tu le vedi e ridi. e ti sento ridere anche quando non capisco le situazioni e mi sembra ascoltare nelle orecchie: "ma non vedi che ci sta a provà?"... e quando sono insicura ma conosco già la risposta tu sei lì a farmela sentire ad alta voce.
e non è per sentirmi rassicurata o per dare uu senso alla sensazione di perdita... è perchè è così... lo sento che ti fai ancora i cazzi miei e la cosa mi piace tantissimo.
Buon Compleanno!
giovedì 8 marzo 2012
sabato 3 marzo 2012
Harry ti presento Sally
x:"ciao" io:"ciao" x:"posso chiederti come ti chiami?" io:"no, direi di no" x:"peccato, mi piace conoscere le cose" io:"ci sono così tante cose che non si conoscono in effetti" x:"allora incomincio a dirti qualcosa che tu non sai ma che io so... mi chiamo Giovanni ed è davvero un nome comune... se almeno mi fossi chiamato Mario avrei avuto lo stesso nome comune di SuperMario" io:"ahah... mi piace SuperMario" x:"hai visto?.. so che sembri molto soddisfatta di questo cappuccino" io:"è buono, molto" x:"non lo metto in dubbio ma è proprio soddisfazione la tua... sembri quasi felice" io:"si, può essere... è un cmq solo un cappuccino" x:"continuo: so che hai degli occhi bellissimi, sembrano lanterne e non sono belli e basta sono vivi... brillano di cose" io:"ahah mi prendi in giro??" x:"sei matta!! certo che no... ti sto parlando di cose che so e questo è molto evidente" io:"__" x:"e poi non dovresti insistere col metterti i capelli dietro le orecchie... sono più belli, sei più bella, quando ti cadono sulla faccia" io:"___" x:"non lo so... è che così a pelle andresti conosciuta... anche solo per sapere dove hai comprato quelle scarpe e perchè le hai scelte io:"___" x:"proprio non me lo vuoi dire come ti chiami.. eh?" io:"no, penso di no" x:"neanche in cambio di altre cose che so come un posto dove fanno un cappuccino ancora più buono??" io:"questo è molto buono ed è finito... devo andare..." x:"mi dispiace e ti chiedo scusa se sono stato inopportuno ma dovevo chiedertelo... il tuo nome... ma da un lato sono contento... posso darti tutti i nomi del mondo, puoi avere tutte le storie del mondo" io:"hai ragione, non potrei mai toglierti il piacere di inventare storie" x:"allora ti ringrazio per il piacere occhi verdi e buona giornata" io:"buona giornata anche a te".
E non mi sono sentita stupida nemmeno un secondo (anche se mi sono voltata mentre è andato via e sarebbe stato molto più figo non girarsi). Proprio non glielo volevo dire il mio nome. E giuro che era carino. Le mie amiche lo avrebbero definito "tipico Uomo Manu" non altissimo, con la barbetta, capelli folti e arruffati e lo sguardo un po' da pesce un po' no.
Ma certi incontri devono andare così.
Certa gente ti passa accanto, ti sfiora e va via.
Altra gente invece la incontri allo stesso modo ma poi ti entra dentro. E' una sensazione naturale di affinità. E quel cappuccino una davvero strepitoso.
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