domenica 20 novembre 2011

grazia, gratitudine e grazie al cazzo!



Qualunque amore riusciate a dare o ad avere, qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a procurare, qualunque temporanea elargizione di grazia, basta che funzioni! Allora che dire? Io le sono grata...È appunto attraverso quella grata che ci vedremo e sentiremo tutte le volte che vorrai. 
(cit.)
 

sabato 19 novembre 2011

to go



Ho raccolto il tuo cuore, l'ho curato e l'ho rimesso in piedi. 

Adesso è tuo e puoi davvero tornare a volare.

(cit.)

 

mercoledì 2 novembre 2011

Sono qui per te





Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
 
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.

 
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
 
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Ma personalmente ci sto lavorando...

domenica 16 ottobre 2011

Take a walk on the wild side


E' sempre una questione di prospettiva. 
E' come vedi le cose... non per quello che sono ma per come tu hai voglia di percepirle.
Non si può essere sempre oggettivi. Non si deve sempre essere oggettivi.

Devo ancora capire perchè il genere umani si nutra di percezioni.

Fa star bene, forse. 

La questione è sempre scegliere da che parte stare. 
Essere razionali, oggettivi e tristi oppure felici e poco consapevoli.

Io lo sono stata poco consapevole, ho deciso di cambiare... di spostare il letto dall'altra parte della stanza, sotto una finestra che ha un sacco di spifferi. 
Spifferi che per me, fino a ieri, odoravano di vento di novità, bellezza e cambiamento. 

Mi sono buttata dall'altra parte, dall'altro lato (oscuro) della mia stanza.

E non potete capire il freddo che ho provato stanotte!

venerdì 14 ottobre 2011

Dammi Passione.


Non ho mai visto troppe stelle cadenti. 
L'idea che in realtà non siano stelle ma pezzi di roba parecchio luccicante che cade giù, mi ha sempre distolto dall'attenzione dal guardare il cielo in determinate sere dell'anno.
Credo nelle candeline di compleanno, però. 
Hanno la stessa forma di un patto profondissimo, del tipo che si prendono un anno della tua giovinezza ma in cambio hai la possibilità di un super desiderio che arde come loro.
Il tempo che aspetti mentre gli altri ti cantano la canzoncina di tanti auguri è solo un tempo di attesa in cui le candeline ardono di più, di modo che il tuo desiderio possa essere espresso più forte.

Quest'anno però ho visto una "stella" cadente più stella delle altre. E' stata una mini esplosione. 
Ho quasi avuto un sussulto. E la mia espressione era proprio sbalordita. Nei film doppiati si sente spesso "sbalorditivo" e sembra davvero una parola scema. 
Beh, io l'ho provata sul serio.
E il desiderio allora doveva essere altrettante potente. 
Allora, con tutte le mie forze. ho chiesto PASSIONE.
PASSIONE.

Non c'è niente, niente! che possa uguagliare la luce che la passione ti regala. 
E regalo non è neanche la parola giusta perchè un regalo è qualcosa di bello che è appoggiato su di te. La passione ti parte da dentro, pervade tutto e illumina ogni cosa.
Ho chiesto passione, in generale, per qualsiasi cosa, per me, per tutte le strade che ho da percorre, per le nuove esperienze... per la vita. E me la godo.

E indipendentemente dalla mia finta stella, io ti chiedo, continua... dammi passione.

lunedì 19 settembre 2011

Ce l'hai un piano? Bho, io ne ho mille...



Pianificare è un'arte! E' per me l'arte di sognare concretamente. 
Non è solo "... vorrei fare quello". E' valutare la fattibilità dei sogni supponendo di avere a disposizione tutto il tempo, il coraggio e le possibilità necessarie per realizzare per particolare tuo desiderio.
Mi rendo conto che sia una pratica di per sè allucinante. 
I sogni (degli altri) sono eteri, volano. Sono pensieri.
I miei no.
I miei sono pezzi di carta, spars,i con scritti orari, posti, percorsi e anche vestiti da indossare per l'occasione.
Ho un piano!
Sogno di fare qualcosa quindi mi attivo.
E se poi il sogno non si avvera si sfodera sempre un altro bigliettino con un super piano di riserva.
Ma io sono quasi sicura, il sogno realtà diverà... anche se non ci sono zucche ma solo foglietti.
 

mercoledì 14 settembre 2011

Ti prego, leva Ligabue.



Ognuno ha le sue certezze. E queste sono ben fondate su esperienze, sentimenti ed emozioni. Validate da un certo sistema di valori consolidato dalla vita, nel suo senso più profondo.
Io non farò mai questo...
Io una cosa del genere non la direi mai...
In quella situazione io non mi ci troverei mai...
E' inutile, sono cose che si dicono. 
E il bello è che se ne è anche certi nel momento in cui queste frasi vengono fuori. 
Nessuno si accorge di quanto ciò sia estremamente limitante.
Non che le certezze siano in qualche modo restrittive, uno a qualcosa si deve pur sempre aggrappare... 
Ma a volte è necessario guardare al di là.
Anche al di là di se stessi.
E se poi quella cosa hai voglia di dirla?
Se in quella situazione hai voglia di immergerti con tutta te stessa?
Se cambi?
Se arriva qualcuna che ti dice "ti prego, leva Ligabue".