ci sono solo io... che altro ti aspettavi? (it is just me... what else are searching for?)
venerdì 9 dicembre 2011
...culo
" La fortuna è importante.
Chi disse - preferisco avere fortuna che talento - percepì l'essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita (di tennis) la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre oppure tornare indietro.
Con un può di fortuna va oltre e allora si vince, oppure no e allora si perde."
(cit.)
giovedì 1 dicembre 2011
Satisfaction
Qualche giorno fa, una mia amica molto bella mi ha consigliato un libro.
In realtà non è neanche un vero libro e non mi ricordo come si chiama.
E' una raccolta di parole, come se fosse un vocabolario.
Ad ogni parola corrisponde un breve racconto, una citazione, una vera descrizione accurata di emozioni e sentimenti legati alla parola stessa.
Mi piacerebbe ricordarmi il titolo di quel libro per consultarlo alla voce "soddisfazione".
Mi è sempre piaciuta questa come parola: SODDISFAZIONE.
Ma cos'è? Cosa ci rende soddisfatti?
Riesco solo a pensare alla faccia e alla pancia di un uomo dopo un piatto enorme di pasta al pesto o dopo un panzerotto.
E' più difficile da immaginare la soddisfazione legata al raggiungimento di un traguardo.
Dopo un ottimo piatto ormai di mangiare hai finito.
Ma dopo il raggiungimento di un traguardo ce n'è sempre un altro.
Qualcos'altro.
Da fare, da volere, da desiderare. Allora quando ci si può fermare e anche solo per poco poter rientrare nella definizione di soddisfazione?
Di solito non si fa! Ma io aggiro il problema cambiando l'ottica di osservazione. Passando semplicemente da una definizione generale e troppo complessa ad una puntuale e quindi più facile da analizzare.
Non sono quindi soddisfatta a livello generale ma ogni giorno riesco a trovare soddisfazione per le cose piccole.
Potrei fare una lista delle cose che mi emozionano giornalemente quanto la pasta al pesto ma sono troppo piccole le sfumature e non sono in grado di descriverle. Posso dire con certezza però, anche senza essere in grado di esplicitarle, che sono queste le cose che mi tengono in vita e per cui vale la pena affrontare la giornata. Non è accontentarsi; è assaporare.
Anche se si prospetta la meno soddisfacente del mondo.
Baby il mondo è super (soprattutto se sei Imperatrice)
Non mi piace lamentarmi.
Oddio, ogni tanto la sana lamentela è anche salutare; ma lo chiamerei piuttosto disappunto, storcere un po' il naso ma a parole.
Ma la vera lamentela, quella fine a se stessa, proprio non mi piace.
E' la rappresentazione dello spreco, di tempo, di parole e di gente disponibile ad ascoltarti.
Ribadisco che, entro determinati limiti e solo ogni tanto, la lamentela aiuta ad andare avanti. E' come vomitare.
Ecco, lamentarsi troppo è come vomitare parole. Ti senti limitatamente meglio ma se non prendi qualcosa continui a star male.
E' anche vero che questo non è proprio "il migliore dei mondi possibili" e qualcosa di cui essere scontenti di sicuro c'è.
Passato quindi il periodo di disappunto nei confronti della vita però, bisogna tenere botta.
E' proprio il concetto estremamente POP del non mollare.
Non lasciarsi trasportare ma imparare a saper vivere, saper restar in piedi e sdraiarsi solo se ne vale davvero la pena.
Tornare in piedi mattone e mattone.
Si sente spesso associare la parola "forte" alle persone ma senza la necessità di essere pesi massimi.
Le persone forti sono quelle che sanno ricostruirsi senza fermarsi per troppo tempo.
Non lo so se si vince un premio, o se si è un po' più felici ma io, che sono un'imperatrice, cercherò di restare in piedi... dopo tutto cosa c'è che non va?
domenica 20 novembre 2011
grazia, gratitudine e grazie al cazzo!
Qualunque amore riusciate a dare o ad avere, qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a procurare, qualunque temporanea elargizione di grazia, basta che funzioni! Allora che dire? Io le sono grata...È appunto attraverso quella grata che ci vedremo e sentiremo tutte le volte che vorrai.
(cit.)
sabato 19 novembre 2011
to go
Ho raccolto il tuo cuore, l'ho curato e l'ho rimesso in piedi.
Adesso è tuo e puoi davvero tornare a volare.
(cit.)
mercoledì 2 novembre 2011
Sono qui per te
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Ma personalmente ci sto lavorando...
domenica 16 ottobre 2011
Take a walk on the wild side
E' sempre una questione di prospettiva.
E' come vedi le cose... non per quello che sono ma per come tu hai voglia di percepirle.
Non si può essere sempre oggettivi. Non si deve sempre essere oggettivi.
Devo ancora capire perchè il genere umani si nutra di percezioni.
Fa star bene, forse.
La questione è sempre scegliere da che parte stare.
Essere razionali, oggettivi e tristi oppure felici e poco consapevoli.
Io lo sono stata poco consapevole, ho deciso di cambiare... di spostare il letto dall'altra parte della stanza, sotto una finestra che ha un sacco di spifferi.
Spifferi che per me, fino a ieri, odoravano di vento di novità, bellezza e cambiamento.
Mi sono buttata dall'altra parte, dall'altro lato (oscuro) della mia stanza.
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