Oggi è un giorno particolare.
Sembra Settembre, come se fosse l'inizio della scuola anche se in realtà oggi, è proprio la fine di quell'epoca.
Come ogni fine quindi merita un pensiero, un momento, parole. Una vera riflessione.
E' una svolta.
Era dai tempi del liceo che non ne capitava una così.
A dire il vero quest'anno è stata una svolta continua. Sempre a voltare pagina e a impregnarsi di ogni parola, di ogni rigo... assumendo sempre più consapevolezza.
Quella consapevolezza al liceo non ce l'ho mai avuta.
E mi sembra una bella cosa che proprio oggi sia il tuo compleanno.
Quest'anno è stato davvero l'anno della consapevolezza.
Sembrano facili parole "io non sono più innamorata di te". Magari non era proprio "te" che intendevo. Era più l'idea di un certo filo che ci legava. Da quando ti ho notato, in inverno a lezione e tu hai notato me (lo so, perchè come ai tempi del liceo hai fatto il mio nome al tuo amico e io ero proprio ad un passo da te). Era l'idea che, nonostante le mie frasi sbagliate, il mio non saperti gestire e il mio stare sempre dietro come nascosta, tu mi avresti trovata e raccolta.
Ci credevo sul serio che il puzzle di momenti, fatto di esercizi di elettrotecnica, di corse in bici in pieno stile
Gilardengo (e qui di citazioni liceali se ne sprecano), di "ehi sono tornato dall'erasmus e ti ho incontrato", di stiamo bevendo e tu hai appena visto al di là dei miei occhi, di siamo sul terrazzino di casa mia e i tuoi occhi sembrano custidire un mondo intero, di "Ehi, io vado a Copenaghen", alla fine ci avrebbe portato da qualche parte, in qualche posto straordinario.
Il 9 novembre ho smesso di chiedere. Niente più occhi, niente più Ehi.
Era dai tempi del liceo che non sentivo quel bruciore. Ma ho reagito.
E reagire è stato superare i miei limiti e farmi travolgere dal realmente bello e non dall'idea del bello.
Questo è stato l'anno della consapevolezza, dei limiti e del farsi travolgere.
Beh, vorse anche troppo travolgente.
Tanto da trovare misteriosi piumoni in cucina di mattina, misteriose mattine dopo nella casa giusta ma nella stanza sbagliata... mishteri.
Ero anche io un mistero per me stessa.
Chiudendo il mio cuore e aprendomi a nuove esperienze (anche se queste significavano uscire di casa alle tre di notte e giudare il motorino sotto la pioggia per raggiungere un posto, tornare a casa alle 8 del mattino col sorriso ebete sulla faccia e alzarmi alle sei per andare a lavorare).
Pensavo che così sarei sopravvissuta.
Ma è dai tempi del liceo che il mio cuore è sempre lì.
E "tu" lo hai raggiunto. In un modo completamente inaspettato. Senza che io lo volessi, mi hai preso.
E davvero non lo volevo, eri una cosa da poco.
Invece mi hai portato in un mondo che non era il mio, io la principessa e tu il "rozzo" rospo drogatello, facendomi capire (se non insegnandomi proprio) che non esistono mondi a cui appartenere ma solo volontà e determinazione.
Era dai tempi del liceo che qualcuno non mi faceva scoprire così tante cose. (Anche il termine ketamina rietra nelle cose?).
Era dai tempi del liceo che non mi sentivo così sul trampolino.
Pronti, via!