Ieri pomeriggio ho incontrato questa manifestazione per strada. Un pugno di ragazzi (alcuni davvero davvero carini) che portavano in giro con straordinaria convinzione cartelloni, striscioni e volantini completamente bianchi. C'era anche il solito urlatore con la pashmina scura quasi a coprire la bocca e il megafono. Spento. Se chiedevi loro informazioni ti guardavano come per farti capire che erano contenti per l'interessamento ma stavano zitti.
All'inizio ho pensato che fosse una cosa geniale. Cosa succederebbe se ci togliessero le parole? Dato poi quello che succederà dal 6 luglio mi sembrava una trovata molto intelligente e davvero ammirevole. Proprio non me l'immagino la mia bacheca vuota. Nessuna libera condivisione di materiale utile o meno. Ansia. Come un po' d'ansia la mette un corteo "muto".
Tornando a casa però ho pensato ad un'altro aspetto della la faccenda. Davvero il silenzio è così comunicativo?
C'è una frase di Gabriel Garcia Marquez che dice: "Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti."
(L'intero aforisma in realtà dice "Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti." ma la parte degna di nota è solo la prima).
Questo è assolutamente vero. E sono d'accordo. Alla fine penso sia sempre meglio urlare le cose importanti.