giovedì 13 giugno 2013

la malinconia ha le onde come il mare

Dimenticavo di dirle.
 
Dica.

Che ho una voglia di fare all'amore con lei che non si può immaginare. Ma questo non lo dico mai a nessuno, soprattutto a lei, mi dovrebbero torturare per farmelo dire.
 
Dire cosa?

Che ho voglia di fare l'amore con lei, ma non una volta sola, tante volte; ma a lei non lo dirò mai, solo se diventassi scemo le direi che farei l'amore anche ora, qui davanti a casa per tutta la vita.



Poi che ne sai, magari diventa una vita meravigliosa oppure ti scordi. Ma ho seri dubbi sulla seconda.

mercoledì 12 giugno 2013

buogiorno principessa







Mi sono imbucata ad una festa.
Non era una festa qualunque.
Non era neanche una festa vera ma per me era come se lo fosse.

Per fare una festa servono degli ingredienti, come quando fai un buon dolce.


Se è festa non è lavoro e in un certo senso ero al lavoro.

Se è una festa devi divertirti e io mi sono divertita ma non per lo spirito del divertimento ma per il più forte sentimento di umorismo pirandelliano.
Se è una festa ci deve essere almeno un pochino di alcool e non la fashionissima acqua panna in vetro.

Era una quasi festa quindi.


Ed ero quasi imbucata.
 
Cioè io avevo il pass ed ero pure nella lista.

Le risorse umane hanno sempre un gran senso dell'umorismo. 

Ma mai forte quanto quello che possiede il mio iPod aggiustato.

Infatti mentre varcavo il portone del posto della quasi festa, lui, l'iPod aggiustato, dotato di una propria personalissima capacitá di pigliarmi per il culo, suonava "It's raining man", pietra delle incancellabili carriere da soliste delle Spice Girl. 

Anche se effetivamente il sacco di sviluppatori con cui ero non è che fossero propriamente piovuti del cielo.


Diamogli la definizione che vogliamo ma sta di fatto che eravamo lì ad ascoltare la stessa cosa, io e Loro.




Ho messo gli occhiali e tolto il rossetto per mimetizzarmi ma ha contato poco. 

E no perché non potessi sembrare una sviluppatrice (e adesso nella mia testa ho appena sentito la risata fortissima da telefilm americano) ma per sentirmi più partecipe alla quasi festa. 
La maggior parte degli invitati aveva gli occhiali (e pure barba e pancetta) e io ho aderito al dress code (almeno in parte).

All'inizio mi piaceva quello che ascoltavo, e poi tutti quegli uomini sembravano tipo domandarsi E lei che ci fa qui?! 

Mi piaceva anche quello.

Mi piace in generale quando gli ambienti si fondono e mi fa sentire contaminata e mi ci trovo bene, mi sembra sempre di arricchirmi e di crescere in un certo senso. 


E forse sembravo così tanto a mio agio da ricevere con naturalezza proposte di matrimonio e di lavoro quasi come si trattasse dello stesso scambio "mi capisci quando parlo del mio lavoro, ridi alle battute un po' nerd e dai anche pareri, conosciamoci ti prego!".

Eppure questo sta diventando sempre di più il mio di mondo. 
E mi ci sento pure parte, come se iniziassi a saperci fare sul serio.

Poi quello che sentivo non mi é piaciuto più. E posso dirlo. 

Cioé sono una con il pass mi posso permettere di esprimere giudizi.
Ma sono anche un cliente, un utilizzatore finale e me sta cosa che sentivo proprio non mi convince per niente. 

E la grafica é importante! Come l'istinto e tutte le sensazioni qualitative.

Più del poter sfogliare le cose in modo più flessibile o classificare le mail o salvare il pianeta perché diventa più ecologico leggere il giornale.
Il simbolo di Safari sembra una bilancia e tra un po' c'é la vera prova costume. Che si fa??! 
E io ho ce l'ho un iPhone e sono affezionata alle ombre e alle icone tondeggianti e ben definite, non le voglio le icone tonde e basta e tipo stilizzate... Bleah!E poi quei colori sgargianti sono orribili, che fine hanno fatto le sfumature???? eh.

Steve lo aveva detto di restare foolish ma no fino a questo punto. 

Ovviamente non era una festa ma la presentazione ufficiale per sviluppatori del nuovo iOS7 e io ero li tra richieste di appuntamento, proposte di lavoro e #delusione.


Ma nonostante il prodotto presentato è stato bellissimo.


Forse però, gentilissime risorse umane, tre giorni di corso di sviluppo iOS sono decisamente una proposta eccessiva e molto lungimirante.
Anche se sono un pesciolino che ormai nuota tranquillamente in queste acque resto pure sempre una principessa... 

Dovrei scriverlo nel curriculum.






lunedì 10 giugno 2013

non era un grande amore, era un amore medio-piccolo




Perché non funziona tutto come nei film?

Perché gli estranei per strada invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? 

Perché dopo dieci anni in un bar in centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? 

Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? 

Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: "non importa, l’importante è che sei qui"? 

Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: "non ti ho mai dimenticato, ti rivoglio con me"? 

Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.

domenica 9 giugno 2013

+1



Mi piacciono le storie dei grandi amori. Non mi soffermo tanto sulla loro durata o sulla loro collocazione temporale. mi basta che siano grandi.
Non per forza quelle storie di tutta una vita, di un liscio essere anime gemelle o dell'appassionato essere cresciuti insieme,  piuttosto quelle venute fuori dal niente quasi come se fossero semplicemente incontri sfuggenti e del tutto casuali che poi restano.
Perché esistono tante forme d'amore ma mi sembra sempre una cosa straordinaria quando questo amore é Grande.

Quando le persone che fondamentalmente non c'entrano poi tanto l'una con l'altra si fondono e creano qualcosa di straordinario.

La vedo quasi come una forma di artigianato.

Una fonte inesauribile di Ispirazione.

Perché quello che poi viene fuori, e quello che posso imparare da queste storie é solo una certa forma di sognante grandezza.

Che non é solo la soddisfazione di un bisogno ma é completezza.

É una forza. 
É costruire.
É come avere l'armatura da super eroe e come super potere avere l'altra persona. 
É il sentirsi invincibili e pieni di idee solo a guardarsi negli occhi.

É il concetto del tu mi completi, ma proprio del tipo che sono una persona meglio se ci sei tu a tenere la mia mano, il mio cuore, il mio orecchio, la mia testa, i miei successi, le mie fatiche, i pezzettini che mi mancano per arrivare in fondo a qualcosa, i giorni belli, quelli difficili, quelli brutti, quelli stanchi e quelli in cui grazie ad una sola parola con la più leggera facilità scali la montagna più alta e ritorno senza neanche accorgerti.

Perché posso anche non essere lì o venirci poche volte ma é come se ci fossi sempre secondo per secondo...



Ciiiiiiiaaaaaaaooooooooooooooooooooooo! 



venerdì 7 giugno 2013

martedì 4 giugno 2013

Se!




Quando ero piccola la Carrà conduceva un gioco televisivo che ritenevo molto divertente all'epoca. 
Lo scopo del gioco era indovinare il nome di un personaggio famoso facendo alla Raffaella nazionale una serie di domande che dovevano iniziare con "Se fosse..."
Ad esempio: mettiamo il caso che il vip in questione fosse Giuliano Ferrara. Una domanda possibile poteva essere "E se quel personaggio fosse un albero?". 
La risposta più ragionevole sarebbe stata sicuramente "un Baobab".
E così via.
 
Mi è rimasto in mente questo gioco perchè pensavo sempre a cosa si sarebbe detto di me. 
"E se fossi un insetto?" "una formichina" 
"E se fosse un giocattolo? "una barbie"

Se... Se... Se...

L'idea di poter essere qualcosaltro, l'idea soprattutto che questa opzione "se" potesse essere reale, mi piaceva non poco.

E se mi fossi comportanta in modo diverso? E se le cose si fossero sistemate subito? 
Se non si fosse decisamente rotto qualcosa?

Io ci penso spesso all'opzione "se". E ci penso per il solo gusto di immaginarmi in un'altra realtà diversa da quella in cui vivo. Sarà colpa del 2.0 ma è una cosa di cui quasi non riesco a fare a meno. 

Perchè se da un lato tutte quelle scelte, tutte le azioni, i pensieri e le opzioni sono state ponderate e giuste e hanno portano risultati talmente grandi da finire sul NYtimes con tanto di  ringraziamenti del grande capo, e dico cose da farti tremare le gambe e quasi renderti febbricitante, dall'altra mi sembra di essere sempre allo stesso punto.

E se mi avessi amato così fin dall'inizio?
Se fossi andata via senza voltarmi mai?
Se non mi fossi sentita meglio nell'averti fatto male?
Se a Natale appena ti ho visto sulla porta dei quel locale fossi venuta con te e basta come tutta me stessa sentiva di voler fare e invece no?
Se non ti sentissi così dentro da essere davvero una cosa sola? Proprio nome mio e nome tuo insieme come era e come sembra non possa essere altrimenti?
Se nonostante tutto la smettessi di pensarti un po' la mattina, un po' a mezzogiorno, un po' la sera, un po' la notte e se non pensassi che magari ci pensi anche tu?
Se ti potessi cancellare come se non fosse mai successo?
Se non continuassi a punirmi per averci creduto così tanto?
E se non mi punissi pure per essermi accontentata perchè pensavo che poteva bastare?
Se mi fossi goduta tutto, se avessi dato di più senza restare così attaccata al passato?
Se una volta partita non avessi avuto così tanta voglia di tornare?
Se non ti raccontassi più niente?
Se andassimo a vivere insieme e se avessimo pure l'orto sul balcone?
Se sentissi davvero che vivi per me? 

Se se se...

Perchè alla fine se pensi a Ferrara come ad un Baobab il gioco dei se può essere molto divertente ma se lo applichi alle tue scelte è solo un gran casino. 

Perchè tutti quei se sono parte di me. 

Puoi sempre scegliere, hai sempre un se a disposizione e tu ne prendi uno.
E se potessi tornare indietro farei tutto uguale. 
Mi comporterei male, passerei tutte quelle passeggiate a pensarti e continuerei a volerti. 
Perchè c'è sempre un bisogno da soddisfare e ogniuno trova il suo personalissimo modo per soddisfarlo.
Quindi niente se. La scelta è quella. 
E se decidi di percorrerla sicuramente sei nella direzione giusta.

E se ce ne andassimi semplicemente per un po'? 
O tornare per un po', perchè dipende dai punti di vista!
E se potessimo guardarci e perderci per un po'? 

E fossimo un posto? Che domande saremmo il mare.  Partiamo?



 

lunedì 27 maggio 2013

ero sorpreso per la fantasia del bene



E poi arrivano le giornate come questa. 

Per cui di colpo diventa tutto chiaro. 

L'adrenalina, la malinconia, la paura, lo sforzo, la passione fanno un immenso milkshake che sa di vaniglia (e dico vaniglia solo perchè so che quell'odore ti piace da morire) e tu butti giù tutto in un colpo. 

E l'unica cosa che puoi fare e chiuderti nel bagno del tuo ufficio e fare quasi un urlo. 
Non proprio un urlo vero ma un urletto, abbastanza però per far uscire il nodo che hai dentro.

E una volta che è uscito tutto è come più limpido. 

Ci sei tu, i tuoi piedi e la tua strada. E qualcosa che bellissimo che sta intorno. Ma più di lato.

Mi piace dare il giusto peso alle cose e le giornate come questa, e le notti come quelle prima delle giornate così aiutano a fare equilibrio.

Mi piace anche il peso che hanno le parole perchè mi piace farne uso solo quando servono, quando significano. 
Mi piace essere debole quando non dovrei e mi piace restare sulla mia posizione quando penso che sia giusto farlo.  
Mi piace tutto.

E mi piaci tu. Sempre. 

E resto sempre sbalordita dalla potenza del bene. 
Il bene vince.
Il bene vero, quello di cui parlava Don Gallo, quello che ti fa restare disarmato, quello che esiste e che ti fa sentire vicino e anche distaccato ma presente. Quello che non smetti di provare e che ti emoziona. 

Perchè in un certo senso sei tu.

Ti voglio bene significa. E a me piace tutto quel bene.