ci sono solo io... che altro ti aspettavi? (it is just me... what else are searching for?)
venerdì 24 ottobre 2014
la consapevolezza
E' difficilissimo essere consapevoli.
Anche solo domandarsi il perchè e fermarsi a pensare richiede molte energie.
E le energie sono una risorsa scarsa.
E quindi continui a camminare e fondamentalmente a vivere la tua vita prendendo quello che viene. Le cose capitano e tu ne prendi semplicemente atto.
Ma non è reagire.
E ogni tanto una reazione, fare qualcosa in senso generale, cambiare atteggiamento o anche solo prospettiva è l'unica cosa di cui hai davvero bisogno.
Hai davvero bisogno di essere consapevole.
Consapevole che anche alle persone che ami di più al mondo può succedere qualcosa di bruttissimo e che devi abituarti all'idea che prima o poi non saranno più con te.
Consapevole che hai semplicemente perso del grand tempo con l'uomo sbagliato e che i palliativi, anche se comprendono un viaggetto pagato a Parigi, non sono altro che ulteriore gran perdita di tempo.
Consapevole che quella fantastica sensazione di spensieratezza mista a speranza mista all'idea di avere tutto il tempo del mondo che avevi all'università piano piano svanisce e fa spazio ad una sorta di concretezza che a volte ti rende molto fiero di quello che sei mentre altre ti spezza come una lama.
Consapevole che avrai sempre meno tempo da dedicare alle tue amiche, alle cazzate con loro quanto hai profondi discorsi insieme e che il senso di vuoto e di mancanza, nonostante tu abbia una bellissima vita, spesso è insostenibile.
E poi c'è bisogno del grandioso passo successivo.
Perchè una volta che ne hai preso atto e che arriva il momento in cui tutta questa consapevolezza ti scorre nelle vene puoi fare un respiro e semplicemente sopravvivere.
Perchè sai che anche se il tempo che abbiamo è limitato, quello che ti rimane è bellissimo, quasi un dono. E te lo godi tutto e dai importanza a tante piccole cose che prima davi per scontate e invece ora puoi assaporare con tutto il cuore.
Sai che se tutto il dolore che hai provato da un lato è stato una perdita di tempo dall'altra ti aiuta ad essere felice la domenica mattina, quando hai dimenticato di chiudere completamente la taparella ed entra un pochino di luce e le sue manone ti stringono fortissimo e tu non vorresti essere in nessun altro posto se non lì e senti la pienezza di una gioia inaspettata ma che è ferma e costante felicità.
Sai che tutto lo sforzo, la pazienza e l'impegno che ci hai dedicato ti hanno portato ad essere esattamente dove vuoi essere e che al momento non potresti essere più fiera di te stessa.
Sai anche che nonostante non abbiano ancora dormito nel tuo nuovo appartamento loro, non sono più semplici amiche ma parte di una famiglia che ti sei scelto e sai che in realtà non sono mai andate da nessuna parte se non sempre lì, al tuo fianco, pronte sempre a darti la mano, la spalla e anche una gamba nel caso in cui ti potesse servire anche quella.
La consapevolezza ti arricchiesce anche se questo vuol dire rendersi conto che se non vuoi che le tue cosce arrivino a spazzare il pavimento devi fare sport e che fare sport in realtà è una gran bella cosa.
Forse è solo un momento. Ma ti fa essere più pronto.
Qualunque cosa ti aspetti.
mercoledì 12 febbraio 2014
new
Da cosa ti accorgi che le cose sono cambiate?
Cosa ti fa dire "cavolo la mia vita non è più come prima".
Personalmente non mi fermo quasi mai a pensare a cosa sia cambiato o perchè.
Cerco di ritrovare un equilibrio anche nel nuovo.
La conoscenza dell'entropia forse mi impone a pensare che se trovo l'equilibrio anche nel nuovo poi al cambiamento posso sopravvivere.
Però mi piacerebbe poter dire che esiste un momento. Come un punto. Un qualcosa da individuare che mi faccia percepire che "da lì è cambiato tutto".
Non saprei.
Mi viene da pensare agli elastici. Sarebbe più facile se fossimo degli elastici. Loro hanno un ben definito punto per cui se tu tiri tiri e tiri e raggiungi quel punto loro si rompono.
Non tornano più ad essere elastici.
E io? io da quando non sono più così com'ero?
Cosa è successo?
Conosco esattamente ciò che sto facendo o perchè lo faccio. Ma da quando?
E' come la sensazione di essere in un vortice dove però tu riesci perfettamente a camminare dritto.
Attorno è tutto grigio e come se fosse un groviglio di righe che ti gira in torno ma tu ci vedi una strada, un equilibrio e continui a camminare. Per un certo verso non ti sembra neanche di fare tutta questa fatica.
Qualcosa è cambiato ma ci sei dentro e galleggi.
E forse ho proprio bisogno di trovare un punto.
Definire il momento che ha scatenato tutto. Come una sorta di Butterfly Effect ma personale.
Perchè avere un momento mi aiuterebbe a dare una spiegazione al cambiamento.
E avere una spiegazione mi aiuterebbe ad accettare.
Perchè nel bene o nel male bisogna accettare.
Magari fermarsi solo un secondo e assaporare tutto quello che il cambiamento ha portato, come un piccola e brevissima presa di coscenza per poi continuare a camminare.
E' un tipo di accettazione che significa avere consapevolezza e non rassegnazione.
Ma sembra difficilissimo arrivare a spiegare certe cose.
Per quello che vale io ci sono dentro.
Proprio non lo so come è successo ma ci sono dentro. Completamente.
E posso solo trovare il modo di camminare.
Ancora non riesco a vedere una strada ma cammino.
E faccio anche di più... ti tengo la mano fortissimo.
martedì 10 dicembre 2013
E' svegliarsi la mattina tututututututu...
Non lo so cos'è la felicità.
Pensavo di saperlo ma poi succede qualcosa che ti fa cambiare punto di vista. Su tutto. Su quasi tutto.
Fondamentalmente è semplice, ci sono i momenti belli, quelli normali e poi quelli.
I momenti difficili, ma nel senso che fanno male. Non lo so se si possono chiamare infelici ma per certo so che non ti fanno respire, che ti portano in posti bui dove non pensavi saresti mai stato. Luoghi estranei, terribilmente dolorosi e così tanto poco familiari da farti sentire sempre estranea, ovunque tu ti possa trovare.
Però c'è un posto che mi fa sentire al sicuro, che se ci penso mi fa sentire a casa.
Ed è accanto a te, al mattino, con un solo occhio aperto e l'altro ancora chiuso e con lo sfondo arancione che inizia ad entrarmi dentro, con i respiri vicini e le gambe che si sfiorano pochissimo per non disturbare l'ultimo preziosissimo sonno.
E così si fa buongiorno nonostante la sveglia, nonostante le giornate difficili e impegnative.
Non lo so cos'è la felicità ma sono certa di essere felice tutte quelle mattine.
lunedì 22 luglio 2013
ubriacatevi
non mi piacciono le poesie.
o meglio, non le so leggere.
faccio fatica a capirle e se c'è un messaggio o un sottomessaggio del messaggio è molto probabile che io non lo recepisca.
e come funziona per le cose che non si capiscono spesso non si apprezzano.
eppure anche se sembra apparentamente complicato è come se le poesie fossero un modo leggero di usare le parole.
e non leggero nel senso di frivolo ma come se fosse una pennelata di acquerello o il segno di un evidenziatore su qualcosa che prima non era per niente colorato.
come se le parole normali fossero semplici pezzi di cemento e basta e la poesia invece fosse una pietra levigata trovata nella pozza alla fine di una cascata.
e come magari fai fatica ad accorgerti dei colori ogni tanto così alcune poesie semplicemente non ti prendono.
poi ne arriva una.
o meglio, senti che arrivano parola per parola.
che da tantissimo tempo non ti capitava di essere così affine ad un concetto, ad una sensazione e ad un modo di procedere che prevede semplicemente il saltare e poi restare a guardare.
il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l'orologio... non importa, ma guardare!
e allora non ci pensi due volte, pensi invece che quella poesia l'hai capita e ti è entrata nelle vene e che hai una voglia matta di ubriacarti per davvero.
non lo so effettivamente di cosa, non lo so se davvero di vino, della poesia stessa oppure di virtù.
quello che so è che questo desiderio di ebbrezza è molto piacevole.
e se davvero bisogna sempre essere ubriachi io faccio il mio gioco e spero che, almeno per il momento, sia effettivamente senza tregua.
giovedì 13 giugno 2013
la malinconia ha le onde come il mare
Dimenticavo di dirle.
Dica.
Che ho una voglia di fare all'amore con lei che non si può
immaginare. Ma questo non lo dico mai a nessuno, soprattutto a lei, mi
dovrebbero torturare per farmelo dire.
Dire cosa?
Che ho
voglia di fare l'amore con lei, ma non una volta sola, tante volte; ma a
lei non lo dirò mai, solo se diventassi scemo le direi che farei
l'amore anche ora, qui davanti a casa per tutta la vita.
Poi che ne sai, magari diventa una vita meravigliosa oppure ti scordi. Ma ho seri dubbi sulla seconda.
mercoledì 12 giugno 2013
buogiorno principessa
Mi sono imbucata ad una festa.
Non era una festa qualunque.
Non era neanche una festa vera ma per me era come se lo fosse.
Per fare una festa servono degli ingredienti, come quando fai un buon dolce.
Se è festa non è lavoro e in un certo senso ero al lavoro.
Se è una festa devi divertirti e io mi sono divertita ma non per lo spirito del divertimento ma per il più forte sentimento di umorismo pirandelliano.
Se è una festa ci deve essere almeno un pochino di alcool e non la fashionissima acqua panna in vetro.
Era una quasi festa quindi.
Ed ero quasi imbucata.
Cioè io avevo il pass ed ero pure nella lista.
Le risorse umane hanno sempre un gran senso dell'umorismo.
Ma mai forte quanto quello che possiede il mio iPod aggiustato.
Infatti mentre varcavo il portone del posto della quasi festa, lui, l'iPod aggiustato, dotato di una propria personalissima capacitá di pigliarmi per il culo, suonava "It's raining man", pietra delle incancellabili carriere da soliste delle Spice Girl.
Anche se effetivamente il sacco di sviluppatori con cui ero non è che fossero propriamente piovuti del cielo.
Diamogli la definizione che vogliamo ma sta di fatto che eravamo lì ad ascoltare la stessa cosa, io e Loro.
Ho messo gli occhiali e tolto il rossetto per mimetizzarmi ma ha contato poco.
E no perché non potessi sembrare una sviluppatrice (e adesso nella mia testa ho appena sentito la risata fortissima da telefilm americano) ma per sentirmi più partecipe alla quasi festa.
La maggior parte degli invitati aveva gli occhiali (e pure barba e pancetta) e io ho aderito al dress code (almeno in parte).
All'inizio mi piaceva quello che ascoltavo, e poi tutti quegli uomini sembravano tipo domandarsi E lei che ci fa qui?!
Mi piaceva anche quello.
Mi piace in generale quando gli ambienti si fondono e mi fa sentire contaminata e mi ci trovo bene, mi sembra sempre di arricchirmi e di crescere in un certo senso.
E forse sembravo così tanto a mio agio da ricevere con naturalezza proposte di matrimonio e di lavoro quasi come si trattasse dello stesso scambio "mi capisci quando parlo del mio lavoro, ridi alle battute un po' nerd e dai anche pareri, conosciamoci ti prego!".
Eppure questo sta diventando sempre di più il mio di mondo.
E mi ci sento pure parte, come se iniziassi a saperci fare sul serio.
Poi quello che sentivo non mi é piaciuto più. E posso dirlo.
Cioé sono una con il pass mi posso permettere di esprimere giudizi.
Ma sono anche un cliente, un utilizzatore finale e me sta cosa che sentivo proprio non mi convince per niente.
E la grafica é importante! Come l'istinto e tutte le sensazioni qualitative.
Più del poter sfogliare le cose in modo più flessibile o classificare le mail o salvare il pianeta perché diventa più ecologico leggere il giornale.
Il simbolo di Safari sembra una bilancia e tra un po' c'é la vera prova costume. Che si fa??!
E io ho ce l'ho un iPhone e sono affezionata alle ombre e alle icone tondeggianti e ben definite, non le voglio le icone tonde e basta e tipo stilizzate... Bleah!E poi quei colori sgargianti sono orribili, che fine hanno fatto le sfumature???? eh.
Steve lo aveva detto di restare foolish ma no fino a questo punto.
Ovviamente non era una festa ma la presentazione ufficiale per sviluppatori del nuovo iOS7 e io ero li tra richieste di appuntamento, proposte di lavoro e #delusione.
Ma nonostante il prodotto presentato è stato bellissimo.
Forse però, gentilissime risorse umane, tre giorni di corso di sviluppo iOS sono decisamente una proposta eccessiva e molto lungimirante.
Anche se sono un pesciolino che ormai nuota tranquillamente in queste acque resto pure sempre una principessa...
Dovrei scriverlo nel curriculum.
lunedì 10 giugno 2013
non era un grande amore, era un amore medio-piccolo
Perché non funziona tutto come nei film?
Perché gli estranei per strada invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo?
Perché dopo dieci anni in un bar in centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato?
Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato?
Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: "non importa, l’importante è che sei qui"?
Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: "non ti ho mai dimenticato, ti rivoglio con me"?
Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi.
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