martedì 5 marzo 2013

tristezza per favore vai via







Certe volte è più difficile di altre. 
Perchè investi e poi perdi. 

Come se fra tante possibilità, tra tanti scenari possibili sei finito proprio in quello più triste.

E la tristezza, a differenza di tutto il resto dei sentimenti, è una cosa tangibile. 

Puoi proprio stringerlo il tuo malessere. 

Tu vorresti lanciarlo via come se fosse un Super Santos sbiadito e invece lui ti resta attaccato al piede e te lo porti dietro.
E fai mille cose per non pensarci perchè appena ti fermi te lo senti addosso come un macigno. 
Ti sta appiccicato e se resti a guardarlo ti fa pure un sacco di domande.
E visto che una risposta non ce l'hai guardi da un'altra parte.

E se pensi anche a quanto effettivamente un discorso come questo sia tristissimo di suo, una cura, la cura, proprio non c'è. 

E io triste proprio non riesco ad essere.

Allora pensi che è solo un momento. 
Che in generale le cose le fai funzionare. 
Che tutta la comprensione che dai non è fine a stessa ma è uno strumento per lo star bene. 
Per rendersi conto. 
Di tante cose. 
La prima su tutto è che per le cose belle si combatte e si sta in piedi.   
Di solito non mi piace tirarmi indietro. 

Non voglio avvolgerti la testa con una sciarpa e correre in un posto in cui tu di certo non arriverai mai e non voglio nemmeno essere come ET e dirti che resterò sempre qui. 

Voglio scegliere e non fallire.
E non è solo questione di prendere la decisione giusta, voglio proprio ricercare la felicità e godermela.
Avere la sensazione, una senzione che non provo da tempo, di volere essere in quel posto e da nessuna altra parte. Anche se questo posto è decisamente lontano dal tuo punto di partenza ma abbastanza bello da volerci rimanere e aspettare per farti trasportare chissà dove. 

Voglio semplicemente essere coraggiosa.

L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco cos'è il coraggio, altrimenti è incoscienza. 

E io incosciente non lo stata mai stata.   



 




 
 

mercoledì 27 febbraio 2013

accettiamo l'amore che pensiamo di meritare






Ogni tanto mi perdo.

In realtà succede raramente. 

Per le piccole cose, le piccolissime, mi perdo eccome. 
Ma per le cose grandi, per quelle che ti fanno alzare la mattina e andare a dormire con il senso della soddisfazione addosso sono brava.
O meglio, di solito sono brava.  
Vado dritto, non c'è possibilità di non sapere dove andare.

Ogni tanto però mi succede qualcosa che il realtà è molto diversa dal perdersi ma che ti fa sentire perso allo stesso modo.

Penso sia la paura di appartenere. 

Quel sottilissimo senso di acqua alla gola che si prova nell'essere dentro un qualcosa che non puoi controllare ma che ti piace, tanto. 

Così tanto che può diventare pericoloso. Qualcosa di cui non ti rendi bene conto subito. 

E' talmente naturale da lasciarti disarmato. Allo stesso tempo ti spaventa a morte. 
Ed è qui che ti perdi. 

Non sai che strada è questa e pensi che forse dovresti essere da un'altra parte.

E allora il problema è sempre quello. 
Hai talmente tante cose dentro che non sai che cosa fare.  
E' un groviglio di emozioni colorate che alla fine ti fanno vedere tutto nero. 

E puoi lasciarti annegare e goderti il tuo nero per un po' oppure puoi pensarci e risalire, aggrapparti a quello che vedi di buono, che ti tira su quasi incondizionatamente e che è prezioso e tu lo sai.

Di certo, anche se sei perso, fermo non puoi stare.

Perchè alla fine le scelte sono come una playlist in shuffle: o scegliamo noi o sarà qualcun'altro a scegliere per noi.


A te piace l'effetto sorpresa?

martedì 26 febbraio 2013

una meraviglia








Ci sono persone che teniamo vicino anche se non valgono niente.
Per altre ci chiediamo invece come mai abbiano davvero scelto noi.

Il valore aggiunto è uno dei valori più importanti.

Le persone di valore sono rare e difficili da trovare.

Ho sempre pensato che se mi fossi circondata di questo tipo di persone avrei acquisito maggior valore anche io, avrei imparato. Sempre.
Se brillavano loro, per qualsiasi motivo e in modo così disarmante, avrei brillato anche io.
 
Ma poi mi sono resa conto che sono io a dare il valore alle persone.
Decido io. 

Quanto diventano importanti e indispensabili per me.
Quanto aver bisogno della loro voce, delle loro mani, quanto mi aiutano a respirare o quanto il respiro me lo tolgono.

Quanto mi mancano se non ci sono. 

Quanto non posso fare a meno di sapere che cosa ne pensano, cosa farebbero al posto mio o quando tutto questo non mi interessa più. 

Quanto ci posso contare, quanto mi fido di te e quanto ho assunto la consapevolezza che è meglio lasciarti perdere perchè tanto non ci sei più.

E' sempre una questione di valore. Di quello che ritieni importante per vivere. 
E' il senso del bello e lo star bene.

E ci devi pensare bene. 

Perchè le persone non si spengono ma il loro valore sì, è come se si perde.

E io non voglio mai perdere niente.

sabato 16 febbraio 2013

leave me paralyzed, love!




Questa è tutta la vita che abbiamo. Non ci sono altre strade, percorsi paralleli o altre possibilità. La vita è questa. Una e tua. 
Fatta da una collezione di cose. 
Delle volte sembrano una collazione ordinata, semplice. Mentre in altri momenti le cose sono un groviglio infinito che a malapena ti rende possibile respirare.
Ed è tutta lì. Come se fosse sempre davanti a te. E anche se certe volte sembra difficile da visualizzare tu la vedi, tutta.
E ci sei in mezzo a tutto questo.
E cammini e ti muovi e cerchi di fare tutto quello che significa vivere. 
Ti prendi le tue responsabilità, respiri e sorridi, scegli, cerchi di essere una bella persona, segui magari un esempio, ti fai ispirare, cerchi di essere contento di te e per te. Non ti fermi mai. Anche se ogni tanto in realtà ti sembra di stare fermo  ti muovi, percorri una strada che sai che ti porterà da qualche parte. 
Proprio non ci puoi restare immobile. Perchè il tempo corre e tu con lui. 
E questo tempo non torna e tu sei costretto a camminarci dentro. 
Ogni tanto però io cerco di fermarmi. 
Rallentarmi più che altro e voltarmi e guardare. Come se il mio correre fosse all'improviso bloccato da un accecante raggio di sole. Ed è una bella sensazione quando succede. Come se riuscissi allo stesso tempo a continuare il viaggio ma stando ferma a fare delle foto alla strada.
Come se potessi assaporare qualcosa di buonissimo. Essere felice per niente in particolare eppure sentire la necessità di dover ringraziare qualcuno per qualcosa.
Come se mi riconoscessi specchiandomi in qualcosaltro.
Io corro, generalmente non mi ferma nessuno, ho una strada e la faccio. 
Eppure mi piace essere fermarta, sentirmi paralizzata e allo stesso tempo viva come non mai. 
Quindi nonostante il mio correre, ti prego, vieni e paralizzami... amore.

venerdì 18 gennaio 2013

I wish I was special




Non sono riuscita a capire perchè si dice che il tempo aiuta... proprio quelle frasi del tipo Il tempo aiuta a dimenticare e il destino regala sempre una seconda occasione. 
Se fosse ancora in voga userei la parola "fandonie" ma forse è meglio attenersi al nostro di tempo e dire che sono tutte balle. 

Io non mi dimentico di niente, sono come un elefante. Io mi ricordo di tutto. E soprattutto mi ricordo di come ero io. 
Sono come un grande accumulatore. Quasi una discarica. Mi ricordo di tutto e incamero qualsiasi cosa. 
Tutte le sensazioni, tutti i sorrisi e anche tutti i colpi. Tutto. Perchè tutto poi rientra a far parte di me, di una serie di piccolissimi pezzettini di cose che messi insieme vanno a formare non tanto quello che sono ma quello che voglio. 
Quello che mi fa star bene. E per arrivarci si passa attraverso una collezione infinta di pezzettini.
Tanto che è bastato un semplice "uei" a ricordarmi di quanto avrei voluto che ti accorgessi di me e che sarei stata perfetta e pranzo la domenica a mangiare tortellini e a fare discorsi interessanti con la tua famiglia che sicuramente sarebbe stata interessantissima. Allo stesso tempo è servito a ricordarmi anche di quanto sia stata ingiusta nei miei confronti in questa storia facendomi tornare in mente quanto le ingiustizie poco mi piacciono. 

Mi basta leggere o sentire o vedere da qualche parte la parola "piccola" per ricordarmi che tutto sommato forse non era un nomignolo carino ma proprio una constazione e di come fosse semplice rendersene conto. Così mi ricordo immediatamente come mi piacciono le cose semplici, lineari e poco complicate. E di quanto allo stesso tempo non posso fare a meno delle importanti e decisive fumature. 

Come un semplicissimo "io ti amerò" che però magari significa che mi amerai un giorno quando sarai pronto oppure che mi amerai sempre sempre, e quindi qui la questione si complica ma talmente tanto che ti porta ad andare in altra nazione per qualche giorno per dover ritrovare della semplicità. 

Mi basta qualche messaggio di testo, un biglietto e un cena per ricordami che non è per niente difficile lasciarsi andare e che la felicità di buona qualità è una cosa naturale. 

La cosa più impressionante, quella che da reale potere al tempo è che io ho creduto in ciascuno di quei pezzettini di cose che sono restate. 
Perchè sono io che non in fin dei conti non vado da nessuna parte. Tutti quei pezzettini in fondo hanno in comune una cosa: me. E per quanto il tempo possa cambiare le cose io resto. 

Per quanto possa andare lontano, partire, cercarti o non rispondere al telefono, io sono sempre io, e sono sempre ferma allo stesso punto, quello di partenza, semplicemente a ricordarmi chi sono. 
 

lunedì 14 gennaio 2013

tu credi







Solitamente l'anno nuovo non inizia a gennaio come vorrebbe il calendario ufficiale ma comincia a settembre con gli esami mai dati post estate e l'inizio del nuovo anno accademico.
Non frequento più l'università da un po' di tempo ma in un certo senso sono sempre rimasta legata a questo tipo di divisione del tempo, perchè le novità mi capitano sempre tra settembre e ottobre.

Lo scorso (scorso) ottobre ho iniziato uno dei periodi più belli e più difficili della mia vita. Quei momenti che sono come un passo tra uno stato e un'altro e che ti portano in un posto completamente differente dal punto di partenza. 
La cosa sorprendente è che questo posto è sempre dentro di te solo che non ci eri mai stato. E' il senso del nuovo per eccellenza. 

Ha come il sapore di quelle frasi del tipo "non avrei mai pensato di..." oppure "non sarebbe decisamente da me fare una cosa del genere" e invece ci sei dentro e sei sempre tu ma in un contesto decisamente differente e così potente che riesce a cambiare anche te.

Sono cambiati i tuoi occhi, sono cambiate le tue mani, è cambiata la tua schiena, i tuoi capelli. Sei un nuovo tu. 
Una persona che ora sa di poter amare, di poter trovare un Mr.Big senza nessun timore di rimanere scuoiata viva. Una persona che ha tutte le carte in regola per essere una professionista, una di quelle vestite bene, ma casual, in cui si è sempre immedisimata ma solo da lontano. 

E invece sei proprio tu e ci sei proprio dentro a tutto questo. 

Poi arriva un altro ottobre (lo scorso) e tutto cambia di nuovo. 

Un nuovo lavoro, perchè quello vecchio aveva già preso tutto il bello che credevi che ci potesse essere e le giornate avevano perso brillantezza (anche se lavorando in provincia di Modena la parola brillantezza non è proprio la più adatta). Un nuovo amore o una cosa del genere, perchè quello vecchio si era preso tutto ciò che potevi sopportare e che di bello c'era da offrire in una relazione. 
E il nuovo lavoro e il nuovo "quella cosa del genere" sembrano davvero perfetti. 
E tu sei ancora in un altro posto, ancora diverso, ancora inesplorato e ancora dentro di te. 

E adesso che il nuovo anno è iniziato davvero e anche da un po', io posso solo avere fede. Non mi capitava da tempo di utilizzare questa parola. Ma è l'espressione giusta per chi sta per credere in qualcosa. O che qualcosa possa riuscire. Come quando fai i muffin e sai già da quando hai il burro fra le mani e la crema prende consistenza che saranno uno spettacolo. 

Ed è per questo che ho fede. Ho fede che la mia vita sarà uno spettacolo, e solo perchè voglio che lo sia, per me e pure per le persone che ho intorno. Voglio che sia come un opera d'arte... 
E penso che un modo ci sia: devo offrire alla vita la mia migliore offerta... con tutto quello che ciò comporta. 

Spero il prossimo ottobre di essere sempre ad un nuovo punto di partenza ma sempre con lo stesso slancio e sempre con la stessa fede.

tu ci credi in me?

sabato 1 dicembre 2012

prima che ti conoscessi, proprio mentre ti conosco, dopo che ti ho conosciuta



Le cose succedono. Succede che incontri qualcuno, che qualcun'altro non lo vedi più, che altri ancora facciano proprio il possibile per farti sperare di non incontrarli di nuovo. 

Sembra una cose semplice. Le cose ti succedono e basta. Anche se pensi di aver bisogno di più tempo, se davvero eri convinta che una cosa del genere non sarebbe più capitata, se sei un po' spaventata e un po' no perchè ti piace. Le cose succedono. 

La bravura di vivere una vita felice sta nella gestione di quello che ti capita. E gestione in questo caso non è esattamente il termine corretto ma rende bene l'idea. Non lo riuscivi neanche a immaginare e adesso è lì.
Che fai, non vai? Non ci pensi neanche un po' a metterti in gioco, a scoprirti un pochino e a far vedere quello che hai?

Puoi fare mille piani, di quelli dettagliatissimi che puoi usare come risposta hai colloqui alla domanda: come ti vedi tra cinque anni? E puoi sfoderare la risposta perfetta, una pianificazione davvero lungimirante, ma poi succede. 

E non vedi l'ora che succeda di nuovo. 

E hai paura di sbagliare di nuovo, di cadere di nuovo, di fidarti di nuovo, di mostrarti di nuovo. 
Ma se è accaduto magari c'è un motivo. E non è essere fatilisti perchè non lo sono mai stata. 
Ma adesso hai davanti questa situazione. Come quando giochi a SuperMario e arrivi in un mondo dove non sei ancora stato ma che ti ricorda qualcosa e in qualche modo ti sembra familiare.
E allora ti impegni. Almeno ci provi a vedere che succede adesso che è successo. 
 
Perchè se è così semplice, come se fosse successo da sempre, se stai bene, se è una cosa inaspettata ma non verresti stare in nessun altro posto allora non può essere così male. 
Provi a gestire il cambiamento.

E' che vorrei sempre essere preparata a tutto. Ci sono situazioni in cui so benissimo quello che devo fare e anche come lo devo fare. Se sbaglio o  meglio, se mi dimentico delle cose, riesco sempre a trovare il modo di ritornare in carreggiata velocemente, penso sia il mio talento. Altre invece in cui proprio non so come si fa. Ma posso sempre provarci. Non si possono avere sempre spoiler. E forse è anche giusto così altrimenti si starebbe sempre ad aspettare che arrivi quella persona, quella situazione o quella cosa che ti porta da un'altra parte. 

Dal lato mio posso solo lasciarmi trasportare e vedere se riesco a camminare e sorridere quasi contemporaneamente anche adesso.

E' successo. E non mi è sembrato affatto male. E per adesso ho tutto l'intenzione di stare a guardare...