Certe volte è più difficile di altre.
Perchè investi e poi perdi.
Come se fra tante possibilità, tra tanti scenari possibili sei finito proprio in quello più triste.
E la tristezza, a differenza di tutto il resto dei sentimenti, è una cosa tangibile.
Puoi proprio stringerlo il tuo malessere.
Tu vorresti lanciarlo via come se fosse un Super Santos sbiadito e invece lui ti resta attaccato al piede e te lo porti dietro.
E fai mille cose per non pensarci perchè appena ti fermi te lo senti addosso come un macigno.
Ti sta appiccicato e se resti a guardarlo ti fa pure un sacco di domande.
E visto che una risposta non ce l'hai guardi da un'altra parte.
E se pensi anche a quanto effettivamente un discorso come questo sia tristissimo di suo, una cura, la cura, proprio non c'è.
E io triste proprio non riesco ad essere.
Allora pensi che è solo un momento.
Che in generale le cose le fai funzionare.
Che tutta la comprensione che dai non è fine a stessa ma è uno strumento per lo star bene.
Per rendersi conto.
Di tante cose.
La prima su tutto è che per le cose belle si combatte e si sta in piedi.
Di solito non mi piace tirarmi indietro.
Non voglio avvolgerti la testa con una sciarpa e correre in un posto in cui tu di certo non arriverai mai e non voglio nemmeno essere come ET e dirti che resterò sempre qui.
Voglio scegliere e non fallire.
E non è solo questione di prendere la decisione giusta, voglio proprio ricercare la felicità e godermela.
Avere la sensazione, una senzione che non provo da tempo, di volere essere in quel posto e da nessuna altra parte. Anche se questo posto è decisamente lontano dal tuo punto di partenza ma abbastanza bello da volerci rimanere e aspettare per farti trasportare chissà dove.
Voglio semplicemente essere coraggiosa.
L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco cos'è il coraggio, altrimenti è incoscienza.
E io incosciente non lo stata mai stata.
Nessun commento:
Posta un commento